cronaca
Barletta in Piazza della Sfida rubato il crocifisso in ferro battuto
Rubato il crocifisso in ferro in Piazza della Sfida
Ancora un atto vandalico contro la storia cittadina
La maleducazione ha soppiantato il rispetto
IDA VINELLA
Barletta non imparerà mai. Anche nei confronti della storia della città, il rispetto dei cittadini è ancora a livelli infimi. Un altro atto vandalico si è consumato in città, nel pieno del centro storico che meriterebbe più movimento turistico, e meno oscena maleducazione. A Piazza della Sfida, a pochi metri dall’ingresso della Cantina omonima, sul retro del monumento in pietra su cui sono incisi i nomi dei tredici cavalieri dello storico certame, è stata sottratta una croce in ferro battuto che si ergeva dietro una cancellata di protezione. Un gesto che si può definire incivile, se non addirittura sacrilego. Non solo per motivi religiosi, ma ancor di più nei confronti della storia e di quel sentimento che sicuramente è economicamente e moralmente più difficile da quantificare: il rispetto.
L’informazione per fortuna viaggia velocemente sul web, e l’appello per la restituzione della croce è apparso sulle pagine di Facebook, il social network più famoso, sul profilo di un cittadino che ha scritto il seguente messaggio: Qualche giorno fa, qualcuno ha sottratto la croce situata nel Tempietto della Sfida, che si erige al centro dell’omonima piazzetta. La croce era in ferro battuto ed era posta su una colonna in pietra alle spalle della più nota targa bronzea su cui sono riportati i nomi dei 13 cavalieri.
Sicuramente chi l’ha presa non sapeva che per quel monumento in epoca fascista qualcuno ha perso la vita e molti sono stati feriti (tra cui anche mio nonno) per difendere quel simbolo che dava ai cittadini di Barletta gloria e fierezza. Si fa appello a chi l’ha presa di restituirla, magari riportandola al suo posto e ponendola all’interno del cancelletto di protezione perché la storia dei nostri padri non può essere cancellata per il divertimento di una serata.
Sbagliamo ad accostare, anche solo metaforicamente, questo furto col ben più grave atto sacrilego che si verificò quasi esattamente un anno fa nella Galleria del Curci, quando una mano ancora ignota sottrasse il piccolo crocifisso in terracotta, cimelio quasi sacro del crollo di via Roma? Per estensione, la stessa mano ora ha depredato anche la nicchia della Piazzetta della Sfida. Perché Barletta, o meglio, la parte peggiore di Barletta, mostra ancora tanto spregio per la sua storia, passata e recente?
Centrato pozzo di Salita al Castello a Saluzzo : divelta recinzione in ferro battuto
Demolito il pozzo in salita Castello a Saluzzo
Probabilmente è stata un’auto durante la notte. Una grata in ferro resta a protezione
Centrato in pieno il pozzo di Salita al Castello a Saluzzo. E’ stata probabilmente un’auto, come si desume dalle parti lasciate a terra ( un parafango e un fanale) durante la notte a “svirgolare” la recinzione in ferro battuto dello stesso. L’antica cisterna di circa 30 metri di profondità, con l’acqua in fondo, è comunque protetto da una robusta grata in ferro.
Il pozzo era stato lasciato durante gli interventi di sistemazione e pavimentazione della via, come traccia archeologica del passato, in mezzo alla “platea” marchionale e si configura come ulteriore elemento di attrazione della salita, diventando anche a volte, purtroppo, un cestino dei rifiuti.
Non è il primo incidente del genere. Nel precedente, più lieve, una decina di anni fa, era stata piegata leggermente la ringhiera di recinzione.
La via è compresa nella zona a traffico limitato, con accesso regolato da un dissuasore a comando all’inizio della stessa, molto spesso non in funzione.
da TARGATOCN.IT
Balerna cancello in ferro battuto abbattuto da auto sbandata : due feriti
L’auto sbanda e abbatte un cancello, due feriti
Coinvolti nell’incidente due giovani a bordo di una Polo. Ancora da stabilire le cause dell’incidente
Ha perso il controllo dell’autovettura, ha urtato un muretto di cinta di una casa e, infine, ha abbattuto un cancello di ferro battuto. Sono ancora da accertare le cause dell’incidente accaduto nelle prime ore di sabato, poco prima delle 4:00, a Balerna, in via Vincenzo Vela.
Come riferisce Rescue Media, il bilancio è di due feriti, apparentemente non gravi. Protagonisti due giovani, che circolavano a bordo di una Volkswagen Polo con targhe ticinesi. A causa del violento impatto contro il cancello, l’auto è rimbalzata dalla parte opposta della strada e si è fermata contro delle protezioni di sasso a lato della ferrovia.
Sembra che uno dei due occupanti dell’auto sia stato sbalzato dall’abitacolo. All’intervento sono state chiamate due ambulanze da Mendrisio, un’automedica e il veicolo di comando. Trasportati al pronto soccorso dell’Ospedale Beata Vergine, i due giovani sono stati sottoposti a degli accertamenti.
Sul posto sono intervenuti anche i pompieri di Chiasso per scongiurare i pericoli di incendio e di inquinamento causati dalla fuoriuscita di liquidi dal veicolo accidentato e per mettere in sicurezza la zona dell’incidente. La Polizia Cantonale è giunta con una pattuglia.
da TIO.CH
L’artista del ferro battuto Francesco Piazza e la palma della statua del Beato Giovanni Paolo II
La palma della statua è tornata al suo posto
Da sabato mattina nelle mani del Beato Giovanni Paolo II, davanti all’ospedale di Pieve di Cadore, è ritornata la palma sottratta circa un mese fa, durante uno strano caso di furto. Infatti la palma è stata donata da un cadorino ad un parente che l’aveva messa vicino alla culla di una bambina nata da poco. La palma è stata recuperata dai carabinieri e restituita. Ora la palma è tornata al suo posto.
«Il fabbro di Lorenzago Francesco Piazza – racconta Nizzardo Tremonti – ha infatti riposizionato e fissato la palma che venerdì mi era stata consegnata dal Comandante della stazione dei Carabinieri di Pieve di Cadore, dopo il suo ritrovamento a Marcon, in provincia di Venezia. Francesco Piazza, artista del ferro battuto, è anche il direttore della Schola Cantorum di Lorenzago, il complesso corale che assai spesso viene chiamato in Vaticano per dei concerti. È una persona di grande generosità e disponibilita. Dopo la sparizione della palma, si era subito offerto per ricostruirla artigianalmente, previo accordi con lo scultore Fiorenzo Bacci che tra pochi giorni ritornerà in Cadore. Nell’ultimo contatto telefonico dopo essersi complimentato con Piazza, ha espresso il desiderio di poterlo incontrare per ringraziarlo».
«La statua è così pronta per accogliere i fedeli di tutte le parrocchie che arriveranno sul piazzale dell’ospedale per la grande manifestazione religiosa “Anno della fede” che partendo dalla statua del Beato si sposteranno in corteo fino alla Chiesa di Santa Maria Nascente, dove si terrà la celebrazione. La statua, conclude Tremonti, è dunque tornata a risplendere nella sua bellezza e per l’alto valore simbolico, attende la presenza di tutte le parrocchie del Cadore».
Stazione di Mergellina : il degrado oltre i pesanti cancelli in ferro battuto
La stazione di Mergellina dal restauro al degrado: vandali e zero controlli
di Maria Chiara Aulisio
Incuria e menefreghismo. «Salviamo Mergellina, stazione dimenticata». L’appello arriva dal professor Sergio Sciarelli che – in una riflessione pubblicata sul nostro giornale – ha parlato di «declassamento», «abbandono», «degrado». E le reazioni non si sono fatte attendere. A cominciare da chi, in quel pezzo di storia della città, lavora da anni: «È un po’ come se fosse casa mia. Vederla andare alla malora mi addolora davvero».
Antonio Minopoli, giornalaio, la stazione la conosce come le sue tasche e racconta di un tempo, neanche troppo lontano, in cui «era il nostro fiore all’occhiello, i turisti arrivavano a frotte solo per visitarla». Mica dovevano prendere il treno: «Mergellina» rientrava di diritto negli itinerari culturali consigliati da albergatori e tour operator.
E adesso? Che cosa succede? Niente, questo è il problema. La biglietteria è chiusa da oltre un anno e il distributore di biglietti è perennemente fuori uso, e quando funziona è pure peggio, mangia i soldi senza rilasciare i ticket, i bagni sono sbarrati dallo scorso giugno perché «il gioco non vale la candela». Vale a dire che la manutenzione è troppo costosa, e allora meglio chiuderli. «Pensate – racconta un uomo addetto alle pulizie – siamo costretti a lasciare i cestini dei rifiuti senza i sacchetti. Perché? Dentro ci buttavano di tutto, peggio di un wc. Roba da non credere».
L’elenco dell’abbandono è ancora lungo: l’intonaco è a pezzi, i soffitti fanno acqua da tutte le parti, quando piove bisogna piazzare secchi un po’ ovunque nel tentativo di limitare i danni. Terra di nessuno, insomma, soprattutto dalle 19.30 in poi quando il tabaccaio e il giornalaio abbassano le saracinesche e vanno a casa. Con la profumeria sono gli unici esercizi commerciali a resistere ancora. Anche il bar della stazione non ha retto, dopo un breve periodo in cui era aperto solo al mattino e non più di un paio d’ore nel pomeriggio, ha deciso di mollare.
Troppo pericoloso, meglio chiudere bottega: «Hanno chiuso tutti – dice ancora il giornalaio – Qui ormai è un disastro, una desolazione, non c’è più nessuno, il degrado è totale, zero controlli e zero vigilanza. Alle 19.30 scappiamo via perché altrimenti la rapina è garantita». Non solo. Fino alle 23, quando un addetto alla sorveglianza chiude i pesanti cancelli in ferro battuto, quelle antiche sale si trasformano in luogo di bivacco per barboni e tossicodipendenti. Eppure la stazione di Mergellina era stata completamente ristrutturata solo cinque anni fa, quando – dopo due anni di lavori e oltre due milioni di euro investiti – venne restituita alla città alla presenza del capo dello Stato, una cerimonia in pompa magna alla quale presero parte politici, amministratori e rappresentanti del mondo della cultura.
«Ormai è solo un ricordo – racconta ancora un uomo che lavora in Stazione – Sono mesi che siamo in queste condizioni, abbiamo fatto decine di segnalazioni naturalmente senza alcun esito». Intanto però qualcosa si muove: Verdi Ecologisti e Pd annunciano ad ottobre un «Mergellina day» e chiedono al presidente della Municipalità di convocare un consiglio monotematico proprio all’interno della Stazione.
da ILMATTINO.IT




