musica

“Musica sotto i portici” : scultura in ferro battuto per l’Orchestra Klassica di San Pietroburgo a Pieve di Teco


Pieve di Teco: enorme successo per il concerto di ieri sera dell’Orchestra Klassica di San Pietroburgo
Il borgo dell’entroterra imeriese è stato anche location per un lungo servizio che verrà trasmesso sulla tv russa

ferro_battuto_scultura_orkestra_san_pietroburgo_pieve_tecoEnorme successo di pubblico sabato a Pieve di Teco, che ha visto gremita l’imponente  Collegiata di San Giovanni Battista in ogni ordine di posti; centinaia e centinaia di persone, sedute ed in piedi, hanno assistito al concerto portato in scena dai 55 elementi dell’Orchestra Sinfonica Statale ‘Klassica’ della città di San Pietroburgo, diretti dal Maestro Aleksandr Kantorov.

“E’ stato proprio il Maestro Kantorov – spiega il vicesindaco Luigi Tangorra – a volere portare la sua orchestra a Pieve di Teco per il terzo anno consecutivo, memore della bellezza scenografica della Collegiata di San Giovanni Battista e della calorosa accoglienza ricevuta negli anni passati. In particolare, l’appuntamento pievese è stato reso possibile agli ottimi rapporti instaurati con l’orchestra russa dall’Assessore alla Cultura ed al Turismo della Provincia di Imperia e dall’amministrazione comunale di Pieve di Teco. La folta delegazione russa è stata ricevuta nelle bellissime sale del Palazzo Borelli, sede del Comune, dove hanno potuto godere dei sapori dei prodotti tipici, gastronomici ed enologici, del nostro entroterra, unendo così ospitalità e promozione del territorio.

Inoltre, è stato registrato un lungo servizio da parte di una delle più importanti televisioni russe vista da milioni di persone, nel centro storico del paese e nel teatro Salvini, fornendo a Pieve di Teco un palcoscenico davvero internazionale; indescrivibile lo stupore e l’entusiasmo degli operatori televisivi nello scoprire i tesori storico – architettonici davvero unici nel genere, dal teatro, ai portici, dall’antico e funzionante lavatoio, ai tanti angoli caratteristici dei vicoli.

A margine del concerto, il Maestro Kantorov e l’Orchestra da lui diretta, sono stati omaggiati con dell’ottimo vino offerto dall’Associazione di viticoltori del ponente ligure ‘Vite in Riviera’, con una targa offerta dal Comune di Pieve di Teco, da un quadro offerto dalla Provincia di Imperia e da una straordinaria scultura in ferro battuto dal titolo ‘Musica sotto i portici’ (realizzata da veri e propri artisti del ferro battuto, i pievesi Seno & Siffredi) riproducente una prospettiva degli antichi portici con in primo piano una chiave di violino che nell’insieme diventavano un pentagramma. Un grande (e gratuito…) spot per Pieve di Teco e per la Provincia di Imperia”.

da sanremonews.it

The messenger: brit rock con la chitarra in ferro battuto


Sambuca & Mallarmé

di Pier Andrea Canei

johnny_marr_the_messenger_chitarra_ferro_battutoJohnny Marr, Generate! Generate!
Liberi di incensare ogni lagnetta elettronica pseudo-new Yorke come manna: a ognuno i suoi miti britpop. Ma per sentire vibrare sei corde nelle vene, riecco uno dei maggiori artigiani del riff, forse il vero erede di Keith Richards.

Negli Smiths, Johnny Marr aveva un Jagger di genio come Morrissey, da solo posteggia l’originalità nel portaombrelli dell’efficacia. E The messenger, suo primo vero album solista, è il brit rock con la chitarra in ferro battuto.

Roba che può durare secoli invece di evaporare come l’ennesima coreografia a corredo d’un video.

continua

da internazionale.it

Opera in ferro battuto del maestro Antonio Elia al vincitore del “Premio Illiria”


Talenti in musica, ”Premio Illiria”: prima edizione da sold out

Domani sera il palco del teatro Illiria di Poggiardo sarà live in musica con il primo Festival “Premio Teatro Illiria”. Una serata tributo agli artisti e ai brani che hanno fatto la storia della musica nazionale e internazionale il cui obiettivo è valorizzare le potenzialità artistico-musicali di tanti “giovani” musicisti di e offrire loro ulteriori possibilità di affermazione.

Sette le band di Poggiardo che si alterneranno sul palco del Teatro Illiria presentate da Antonio Settanni: Code di Lupo, guidati da Gabriele Barone con un tributo a Fabrizio De Andrè; Rebus, guidati da Salvatore Circhetta con un tributo agli Smith, ai Cure e agli U2; Erminia, guidati da Daniele Minutello con un tributo agli Yes, Pfm, Genesis, Emerson Lake & Palmer; Muse, guidati da Mario Verzin e con alla batteria Andrea Vadrucci in arte Vadrum con un tributo al celebre gruppo di alternative rock britannico; Music and friends, guidati da Gerardo Manzo che eseguirà cover degli anni 60 e 70; P40 il noto cantattore menestrello con le sue storie cantate; i Rewind 70 con brani di country folk rock ispirati sia dal repertorio americano con i Creedence Clearwater Revival che da quello italiano con i Nomadi.

Tre i brani che ciascuna band eseguirà e che verranno valutati da una giuria tecnica composta da 11 membri che proclamerà il vincitore del Festival a cui andrà il Premio Illiria, costituito da un’opera in ferro battuto realizzata dal maestro, pluricampione mondiale di forgiatura, Antonio Elia a cui si aggiunge l’opportunità di partecipare al Cantagiro Puglia 2013.

Tutti i partecipanti riceveranno poi l’invito, consegnato dal sindaco Giuseppe Colafati e dall’assessore alla Cultura Alessandro De Santis, a partecipare a un grande concerto, organizzato appositamente dal Comune di Poggiardo, nell’ambito della rassegna estiva 2013.

La manifestazione sarà inoltre impreziosita dalla presenza del noto artista Giuseppe Afrune che ha realizzato per l’occasione un’opera messa in palio per la serata dagli organizzatori.

Chiuderà lo spettacolo l’esecuzione corale di Wish you were here il celebre brano dei Pink Floyd che tutti i gruppi dedicheranno a Giuseppe Zippo il giovane poggiardese scomparso tragicamente qualche mese fa.

da ilpaesenuovo.it

Ferro battuto e stile retrò per l’Antico Forno ai Serpenti di Roma


ROMA, TIP-TAP E SWING ALL’ANTICO FORNO AI SERPENTI: SHOW, DELIZIE E DECÒ

Isabella Pascucci

C’è un luogo nel cuore del Rione Monti, in quella Roma che è rimasta sempre uguale a se stessa, oggi come cento anni fa, che profuma di pane caldo e di biscotti appena sfornati, in cui non ti stupiresti di vedere una signora primi ’900 seduta al tavolino, con il cappello trapunto di piume di struzzo, la gonna lunga fino ai piedi e il parasole accomodato accanto alla sedia.

C’è un luogo nel cuore di Roma che ha conservato il nome, i sapori e le atmosfere di cento anni fa, anche se adesso ai profumi si mescolano le note del Tango e i suoni ritmici del Tip Tap, protagonista dello spettacolo di domani sera.

Quel luogo si chiama Antico Forno ai Serpenti ed è rinato da un anno, sotto la direzione di una persona speciale, gentile e poliedrica come quel luogo in cui il tempo sembra essersi fermato.

Si chiama Domenico De Donno e ha un merito innanzi tutto: aver trasformato e insieme rispettato quel luogo pieno di storia, restaurandolo, riportandolo a nuova vita, ma anche mantenendo la struttura originaria, con le pareti di elegante marmo e il bancone severo e lineare, come fosse una parentesi viva e pulsante di Decò nel cuore della contemporaneità: dai lampadari a palla, al grande specchio con cornice dorata che esalta il soffitto a moduli esagonali; fino ai materiali utilizzati per gli arredi: il marmo giallo di Siena per le sedute, il marmo di Carrara per il bancone principale, il ferro battuto delle scaffalature e delle vetrine, tutti lavorati a mano da artigiani del quartiere.

Un’attenta e raffinatissima ristrutturazione che predilige uno stile retrò che richiama l’atmosfera dei vecchi bistrot francesi.  E come negli antichi bistrot, al Forno ai Serpenti ci si può intrattenere fino a tardi, fino a mezzanotte, assaggiando una sfogliatella o un biscotto alle mandorle, bevendo un tè caldo o un bicchiere di vino, come fosse un ricovero mondano, per una pausa notturna, o il luogo di una parentesi tranquilla durante il giorno.

da leggo.it

Carrello in ferro battuto per l’Hi-Fi portatile degli Anni Cinquanta


L’ Hi-Fi a rotelle per la perfetta massaia degli anni 50
La massaia sembra felice del carrello con giradischi che la seguirà nelle pulizie stanza per stanza

In una pubblicità del dicembre 1954 una massaia  americana gongolava felice per il bel regalo di Natale, che si immagina le sia  stato fatto da suo marito. Attenzione però! Il principio ispiratore della regalia coniugale lo colloca, solo all’ apparenza, come un rozzo antesignano degli attuali riproduttori di mp3.

Si tratterebbe di  un  giradischi Regency HF-150, con amplificatore ad  alta fedeltà, immaginato come riproduttore mobile e quindi, dati i tempi,  sistemato su un vezzoso carrello in ferro battuto. L’ idea però non è altro che quella di fornire un’ ulteriore palla al piede a quella donna, perchè resti blindata ancora di più nella sua gabbia di “perfect woman”. Esattamente l’ opposto della filosofia liberatoria della musica “incorporata”, che ha ispirato ogni riprodutture Hi-Fi portatile, dal Walkman all’ iPod.

Il comunicato stampa originale della Regency, l’azienda che proponeva l’ assemblaggio a misura di donna, spiegava il senso della promozione;  è chiaro quanto, in realtà, dietro alla pretestuosità di un upgrade della tecnologia ludica di cui la donna può disporre, si ribadisce il suo ruolo di regina del mestolo e della ramazza. Siccome la maggior parte delle casalinghe usava un carrello a ruote per portarsi dietro  le proprie attrezzature di pulizia, da una stanza all’altra della casa, perché non fare lo stesso un’ apparecchiatura che potrebbe  rendere più leggero il  lavoro?  Così  la fortunata donna potrà portarsi dietro anche il giradischi,  come  l’aspirapolvere o la lucidatrice.

Vista con gli occhi di oggi l’immagine di  garrula massaia, proposta dalla pubblicità, stringe il cuore di tristezza. E’ agghindata ella stessa come un albero di Natale, si appresta a portare il tacchino in tavola, ma l’ arrosto è coperto dello stesso agrifoglio con cui lei pure lei  si è adornata il petto. Sembrerebbe  quasi che entrambi facciano parte della stessa pietanza, con cui lei ricompenserà il marito, già seduto a tavola, per tanta generosa attenzione.

da LASTAMPA.IT

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