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	<title>Ferro Battuto</title>
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	<description>Rassegna Stampa sul Ferro Battuto in Italia</description>
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		<title>Il progetto di ampliamento della villa comunale di Solarino</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:31:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Solarino. finanziato il progetto di ampliamento villa comunale Finanziato il progetto di ampliamento della villa comunale. La notizia è arrivata nei giorni scorsi dal governo regionale che erogherà i 2 milioni 500 mila euro necessari per la realizzazione dell’opera. I &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/ampliamento-villa-comunale-di-solarino/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Solarino. finanziato il progetto di ampliamento villa comunale</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/ampliamento_villa_comunale_solarino_progetto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6372" title="ampliamento_villa_comunale_solarino_progetto" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/ampliamento_villa_comunale_solarino_progetto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Finanziato il progetto di ampliamento della villa comunale. La notizia è arrivata nei giorni scorsi dal governo regionale che erogherà i 2 milioni 500 mila euro necessari per la realizzazione dell’opera.</p>
<p>I fondi, riservati a progetti di valorizzazione turistica, dovrebbero arrivare nelle prossime settimane e permetteranno, probabilmente già entro la fine del 2012, di intervenire sulla villa comunale apportando ampliamenti e migliorie che renderanno più fruibile il sito.</p>
<p>I terreni immediatamente adiacenti saranno annessi alla villa comunale che diverrà in questa maniera un luogo centrale nella vita della comunità solarinese. Con questi interventi si potrà infatti contare su un ampio spazio da dedicare alle passeggiate nel verde, al relax nella natura e al divertimento dei più piccoli.</p>
<p>Nel progetto, interamente redatto dall’ufficio tecnico comunale, con grande risparmio per le casse dell’Amministrazione guidata da Pietro Mangiafico, sono previste inoltre zone da dedicare agli spettacoli all’aperto.</p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/ampliamento_villa_comunale_solarino_progetto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6373" title="ampliamento_villa_comunale_solarino_progetto1" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/ampliamento_villa_comunale_solarino_progetto1.jpg" alt="" width="300" height="263" /></a>«Il progetto che abbiamo presentato – spiega il sindaco Mangiafico – prevede una nuova illuminazione e nuovi percorsi che permettano di passeggiare all’interno della villa.</p>
<p>Inoltre saranno realizzati dei gazebo in ferro battuto per coprire alcune aree e altri da dedicare agli spettacoli e alle serate dei solarinesi».</p>
<p>da <a href="http://www.siracusanews.it/node/26682"><strong>SIRACUSANEWS.IT</strong></a></p>
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		<title>Paolo Doronzo e la riqualificazione dell&#8217;ex distilleria di Barletta</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[La riqualificazione dell&#8217;ex distilleria di Barletta nella tesi di Paolo Doronzo Lo studente barlettano ha vinto il premio &#8220;Barletta Cultura Operosa&#8221; Un interessante lavoro di sociologia urbana Vincitore del premio &#8220;Barletta Cultura Operosa 2011&#8243;, il giovane studente universitario Paolo Doronzo &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/paolo-doronzo-riqualificazione-ex-distilleria-di-barletta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La riqualificazione dell&#8217;ex distilleria di Barletta nella tesi di Paolo Doronzo</strong></em><br />
<em><strong>Lo studente barlettano ha vinto il premio &#8220;Barletta Cultura Operosa&#8221;</strong></em><br />
<em><strong>Un interessante lavoro di sociologia urbana</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/ex_distilleria_barletta_riqualificazione_paolo_doronzo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6362" title="ex_distilleria_barletta_riqualificazione_paolo_doronzo1" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/ex_distilleria_barletta_riqualificazione_paolo_doronzo1-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Vincitore del premio &#8220;Barletta Cultura Operosa 2011&#8243;, il giovane studente universitario Paolo Doronzo offre alle pagine di Barlettalife una sintesi della sua preziosa tesi di laurea dedicata interamente alla riqualificazione dell&#8217;ex distilleria di Barletta.</p>
<p>Con questa tesi in sociologia urbana, discussa lo scorso ottobre e premiata insieme ai lavori di altri brillanti studenti lo scorso novembre proprio nelle sale dell&#8217;ex distilleria, ora destinate al GOS, Paolo Doronzo ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Storiche, curriculum in storia moderna e contemporanea, presso l&#8217;Università degli Studi di Bari.</p>
<p>«La mia tesi verte sul proporre una riflessione concreta su questioni che si rendono protagoniste delle vite delle nostre città e comunque dei nostri spazi comuni. Gli argomenti trattati infatti riguardano essenzialmente il raggiungimento di obiettivi di riqualificazione e riuso di vecchie strutture, nel particolare soprattutto industriali, attraverso un percorso di coinvolgimento dei cittadini. La partecipazione diviene oggi una necessità vitale per le comunità, urbane e no, per tentare di rispondere alla decadenza politica, amministrativa e soprattutto culturale di questi anni.</p>
<p>Ormai nelle nostre realtà nazionali e locali il ruolo che in passato ricoprivano i principali partiti politici, cattolici e socio-comunisti, di trait d&#8217;union fra le richieste dettate dai bisogni dei cittadini e le Istituzioni, viene sostituita dalla partecipazione movimentistica. E&#8217; cominciata una sostanziale proliferazione di quei gruppi associativi di cittadinanza, che si sono inseriti proprio negli spazi vuoti lasciati appunto dalla politica. Questo è avvenuto dalla fine degli anni Ottanta in poi. In passato il ruolo partecipativo dei movimenti sociali urbani aveva un ruolo, e anche degli obbiettivi, assai diversi da quelli odierni. Nei decenni precedenti i movimenti sociali avevano un&#8217;altra matrice, più generale e generica.</p>
<p>Questi si battevano per questioni di più ampio respiro, come i diritti civili dei neri, soprattutto negli USA, oppure per la tutela dei lavoratori o di alcune categorie di essi, o i diritti delle donne, il pacifismo… Più recentemente, il campo dei movimenti si è fatto più complesso e frammentario: tutt&#8217;altro che scomparsi nelle società urbane, sono diventati sempre più numerosi e diffusi, hanno assunto caratteri più orientati su identità che si allontanano dai concetti politici di conflitto di classe, concentrando la loro attenzione su questioni riguardati gli stili di vita nelle singole realtà urbane.</p>
<p>Oggi le questioni sono &#8220;ridimensionate&#8221;; infatti ci si occupa di singole realtà urbane, riqualificazione di rioni, si pensi a Monti a Roma, restauro di edifici storici, singoli problemi: l&#8217;illuminazione, il verde pubblico… Inoltre l&#8217;analisi va ad esacerbare quelli che sono i concetti chiave dei movimenti per la riqualificazione delle nostre città o di parti di esse, e il riuso di alcune strutture, anche ex industriali al fine soprattutto di rispondere alla domanda di cultura, oltre che ovviamente di servizi nelle città, resasi sempre più sofisticata negli ultimi decenni.</p>
<p>Altro elemento è quello dell&#8217;identità urbana: è difficile dare una definizione univoca. Infatti l&#8217;identità, oltre ad essere quel motivo di distinzione della singola realtà, urbana in questo caso, che dunque spinge verso una via di sviluppo e rappresentatività particolari, è l&#8217;elemento connotativo di uno spazio, di una città. La memoria dei suoi abitanti, sebbene distratta e a volte cancellata, dai ritmi della globalizzazione, è impregnata di un&#8217;immagine che serve ad orientarsi nel territorio.</p>
<p>Un altro punto su cui ci si sofferma è il tema dell&#8217;archeologia industriale. Ci si sofferma anche sulla trasformazione di &#8216;domanda di città&#8217; che naturalmente si evolve con il concetto d&#8217;identità urbana. Quindi la necessità di contrastare la speculazione edilizia, che si fa così aggressiva, non tenendo conto dei caratteri estetici, di valore storico e sociale dei luoghi. E&#8217; nuova la tendenza a rivolgere l&#8217;attenzione al &#8220;già costruito&#8221; più che ad un ulteriore espansione delle città, ai danni della campagna circostante e creando quelle separazioni così nette fra centro e periferia.</p>
<p>Questi concetti sono divenuti fondamentali del percorso riqualificativo insieme con altri, come la preservazione di un bene a cui viene riconosciuto il valore storico-culturale, spingendo a riconoscere come opera d&#8217;arte un contenitore di arte stessa, come è accaduto con la Gare d&#8217;Orsay di Parigi, stazione ferroviaria del 1900, ormai in disuso da tempo e nel 1986 venne adibita a museo.</p>
<p>Sicuramente questo esempio è stato ispiratore per il movimento barlettano per il recupero dell&#8217;ex Distilleria, descritto come caso di studi, come si legge in tutte le interviste di indagine sociologica rivolte ad alcuni esponenti del FRED ( forum per il riuso dell&#8217;ex Distilleria). Oltre a descrivere la storia di questo opificio costruito nel 1882 in una prima parte, poi pian piano ampliato, ci si è voluti soffermare sulla descrizione dell&#8217;esperienza di questo movimento nei primi anni Novanta.</p>
<p>L&#8217;area è di circa 50000 metri quadri, alcune strutture, anche se oggi fatiscenti a causa dell&#8217;incuria e dell&#8217;effettivo stato di abbandono, sono di pregio architettonico, soprattutto nella struttura centrale, in stile fine ottocentesco, le decorazioni in ferro battuto in stile liberty, i suoi bugnati, le coperture e inoltre i macchinari ancora presenti in essa; si trova in un&#8217;area poco distante dal centro, solo separata dalla ferrovia, naturalmente rappresentando prima una zona fuori città. La Distilleria ha cambiato diverse proprietà fino gli anni &#8217;60, in cui è iniziato il cammino verso la chiusura e l&#8217;abbandono.</p>
<p>A fine anni &#8217;80-inizio &#8217;90 si voleva procedere alla demolizione; così il gruppo di associazioni e cittadini, poi divenuto FRED, si è opposto avanzando la richiesta di tutela da parte del ministero dei beni culturali, giunta con un Decreto. In seguito il FRED si è battuto per l&#8217;acquisto dell&#8217;area da parte del Comune, avvenuta solo nel 2004, inserendo la questione della riqualificazione nell&#8217;agenda amministrativa locale, anche grazie alla partecipazione in politica di alcuni esponenti.</p>
<p>E&#8217; stato questo un caso esemplificativo della partecipazione di movimenti sociali urbani all&#8217;interno di una realtà utilizzando proprio quelle modalità usate in questi casi dalla sociologia urbana, quindi conferenze, mostre fotografiche, dibattiti cittadini, petizioni, campagne stampa, volte ad attrarre l&#8217;attenzione della cittadinanza e dunque della politica sulla questione. Dal 2004 qualcosa si muove, ma molto lentamente dovendo inseguire di volta in volta i vari bandi europei e regionali per avere i finanziamenti necessari. E&#8217; partita recentemente l&#8217;esperienza del laboratorio urbano GOS negli ex magazzini, restaurati in modo da conservare l&#8217;aspetto originale della struttura; costruite delle palazzine destinate agli anziani; realizzato un orto botanico nell&#8217;area non ancora inaugurato».</p>
<p>da <a href="http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/la-riqualificazione-dell-ex-distilleria-di-barletta-nella-tesi-di-paolo-doronzo/"><strong>BARLETTALIFE.IT</strong></a></p>

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		<title>Aosta : il Castello di Introd con le sue storiche serrature in ferro battuto</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Castello di Introd In posizione pittoresca, a 880 metri di altitudine, deve il nome “Interaquas“, Entre Eaux in francese, alla sua localizzazione tra la Dora di Rhêmes e il torrente Savara. Introd si trova all‘imbocco della Valle di Rhêmes e &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Castello di Introd</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd11.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6357" title="aosta_castello_introd11" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd11-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>In posizione pittoresca, a 880 metri di altitudine, deve il nome “Interaquas“, Entre Eaux in francese, alla sua localizzazione tra la Dora di Rhêmes e il torrente Savara.</p>
<p>Introd si trova all‘imbocco della Valle di Rhêmes e della Valsavarenche, due delle tre valli valdostane che fanno parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso.</p>
<p>E’ un paese agricolo, già feudo dei baroni Sarriod, di cui conserva il castello del 1260, voluto da Pierre de Sarriod che prese il titolo di Signore d’Introd. La struttura è formata da un corpo di abitazioni a pianta poligonale al centro del quale si eleva il nucleo originario, costituito dal mastio a pianta quadrata.</p>
<p>Nei pressi del castello è da vedere la cascina Ola, un‘antica costruzione rurale in legno e muratura, di epoca cinquecentesca. Questo edificio è stato preso come esempio architettonico quando furono realizzate le stazioni ferroviarie in Valle.</p>
<p>Il castello primitivo risale probabilmente al XII secolo; come il castello di Graines, all&#8217;origine consisteva in un mastio quadrato circondato da una cinta di mura.</p>
<p>Verso il 1260 Pierre Sarriod d&#8217;Introd ampliò il castello primitivo che, in seguito alle modificazioni del XV secolo, assumerà la forma poligonale quasi arrotondata che lo distingue tuttora dagli altri castelli valdostani. Queste trasformazioni segnano l&#8217;apogeo del casato Sarriod, nelle cui mani erano state riunite le signorie di Introd e di La Tour (Saint-Pierre).</p>
<p>Il castello subì due rovinosi incendi nella seconda metà dell&#8217;800 e venne poi restaurato all&#8217;inizio del &#8217;900 dal cavalier Gonella che si avvalse dell&#8217;opera dall&#8217;architetto Chevalley.</p>
<p>Sulla spianata di fronte al castello si è conservata una magnifica struttura, uno dei rari esempi pervenutici di costruzioni interamente in legno tipiche dell&#8217;architettura del basso Medioevo valdostano: è il granaio quattrocentesco, dove si immagazzinavano il grano e le sementi.</p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6356" title="aosta_castello_introd10" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd10-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Le due porte sono dotate di serrature in ferro battuto, entrambe databili all&#8217;epoca della costruzione; una, di particolare bellezza, rappresenta un castello.</p>
<p>Di proprietà dei Conti Caracciolo di Brienza e concesso in comodato al Comune di Introd, la gestione del Castello è stata affidata alla Fondation Grand Paradis che ne garantisce la fruizione.</p>
<p>da <a href="http://www.grand-paradis.it/it/siti-gestiti/siti-dinteresse-culturale/castello-di-introd"><strong>GRAND-PARADIS.IT</strong></a></p>

<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd11/' title='aosta_castello_introd11'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd11" title="aosta_castello_introd11" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd10/' title='aosta_castello_introd10'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd10" title="aosta_castello_introd10" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd9/' title='aosta_castello_introd9'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd9" title="aosta_castello_introd9" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd8/' title='aosta_castello_introd8'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd8" title="aosta_castello_introd8" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd7/' title='aosta_castello_introd7'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd7" title="aosta_castello_introd7" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd6/' title='aosta_castello_introd6'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd6" title="aosta_castello_introd6" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd5/' title='aosta_castello_introd5'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd5" title="aosta_castello_introd5" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd4/' title='aosta_castello_introd4'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd4" title="aosta_castello_introd4" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/aosta-castello-di-introd/aosta_castello_introd3/' title='aosta_castello_introd3'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/aosta_castello_introd3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aosta_castello_introd3" title="aosta_castello_introd3" /></a>
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		<title>La Brughiera Villa d&#8217;Almè</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 16:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grotta stellata dell&#8217;artista Arrigoni Giunti a Villa d&#8217;Almè, proprio mentre state per rinunciare alla meta, distratti dal su e giù dell&#8217;antica pieve, vedrete comparire un cancello di ferro battuto nascosto dal verde e l&#8217; insegna discreta della Brughiera. Traversati &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong></strong></em><em><strong>La grotta stellata dell&#8217;artista Arrigoni</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6341" title="Brughiera_Villa_d'Almè7" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè7-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Giunti a Villa d&#8217;Almè, proprio mentre state per rinunciare alla meta, distratti dal su e giù dell&#8217;antica pieve, vedrete comparire un cancello di ferro battuto nascosto dal verde e l&#8217; insegna discreta della Brughiera.</p>
<p>Traversati il curatissimo vialetto all&#8217;italiana e il dehors, gli ospiti, prima del pranzo, sono soliti indugiare in una grotta-paradisiaca presidiata da una fiammante Berkel, la Rolls Royce delle affettatrici: lì, ad attendervi lardo, pancette, prosciutti e una torta d&#8217; erbi nell&#8217; antica versione.</p>
<p>Sarà pure una grotta, ma nulla di preistorico alle pareti, bensì centinaia di etichette che farebbero invidia al barone Rothschild. Se ne prende cura il sommelier Patrizio Casali: con la sua erre francese sa rendere chic anche un ruspante lambrusco.</p>
<p>Parrebbe insignificante per un patron nascere in Lunigiana, ma questo è l&#8217; imprinting gastronomico di Stefano Arrigoni. Figlio d&#8217; arte, ha come scopo della vita scovare gli ingredienti migliori dalle sue terre, ma non solo. Nel frattempo, esercita l&#8217; arte dell&#8217; accoglienza, oggi tanto rara. Emblema dell&#8217; arredo colto &#8211; Arrigoni è anche collezionista d&#8217; arte &#8211; un fortepiano del 700 che ben coabita con le immagini dell&#8217; artista fotografo Vincent Fournier alle pareti.</p>
<p>Se Arrigoni è la mente, lo chef Paolo Benigni, da 15 anni in cucina, è il braccio; un connubio durevole quanto raro è il segreto del successo di questa osteria stellata. Ogni piatto è impeccabile, dalla patata di montagna schiacciata alla forchetta con uovo e caviale iraniano ai fagioli caldi di Sorana con scampi; dalle bavette ai cappuccetti (piccoli moscardini del Tirreno) alla cervella di vitello dorata nel burro.</p>
<p>Persino la pasticceria, arduo banco di prova, non delude mai. Su ogni cosa, piatti, giardini e persone, aleggia una fine brezza ristoratrice: qualcuno la chiama buon gusto. 80 euro, esclusi i vini.</p>
<p><strong>Roberta Schira</strong></p>
<p>da <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/03/grotta_stellata_dell_artista_Arrigoni_co_7_120203066.shtml"><strong>CORRIERE.IT</strong></a></p>

<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%807/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè7'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè7" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè7" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%806/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè6'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè6" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè6" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%805/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè5'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè5" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè5" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%804/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè4'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè4" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè4" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%803/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè3'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè3" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè3" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%802/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè2'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè2" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè2" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%801/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè1'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè1" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè1" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/villa-alme-la-brughiera/brughiera_villa_dalme%cc%80/' title='Brughiera_Villa_d&#039;Almè'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Brughiera_Villa_dAlmè--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brughiera_Villa_d&#039;Almè" title="Brughiera_Villa_d&#039;Almè" /></a>

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		<title>Il Parco delle Statue di Budapest</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 22:17:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Budapest, il cimitero delle statue di Andrea Lessona E’ una nebbia spessa, quella che avvolge lo Szoborpark. I resti di un passato pesante rivivono qui, alla periferia di Budapest, nel freddo del Parco delle Statue: una collezione unica al mondo &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/budapest-memento-parco-statue/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Budapest, il cimitero delle statue</strong></em></p>
<p>di <strong>Andrea Lessona</strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/parco_statue_memento_budapest4.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6329" title="parco_statue_memento_budapest4" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/parco_statue_memento_budapest4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>E’ una nebbia spessa, quella che avvolge lo Szoborpark. I resti di un passato pesante rivivono qui, alla periferia di Budapest, nel freddo del Parco delle Statue: una collezione unica al mondo di 42 sculture che ricorda gli anni della dittatura comunista in Ungheria.</p>
<p>L’edificio, tipico dell’architettura socialista, ha una facciata imponente di mattoni rossi: il timpano sovrasta le colonne che dividono le tre navate con portoni in ferro battuto. Su quello centrale, sempre chiuso, è incisa la poesia “Una frase sulla tirannia” del poeta e narratore ungherese Gyula Illyès. Ai lati, incastonate in due nicchie centinate, le sculture di Lenin, Marx e Engels accolgono i visitatori.</p>
<p>Una porta laterale mi conduce lungo un vicolo stretto, e il primo sguardo si posa su una vecchia Trabant azzurro sbiadito. Il custode, colbacco nero in testa, movimenti lenti, cerca di grattare via il ghiaccio della notte dai finestrini. La macchina, simbolo dell’Est Europa, è parcheggiata da anni nel cortile vicino al negozio di cimeli. La vetrina è piena di vecchie medaglie, accendini dell’Armata Rossa e fiaschette che ritraggono i volti dei leader comunisti. Appesi al muro, invece, spiccano i poster e le magliette dei dittatori sovietici nel mondo con la scritta “I tre terrori”.</p>
<p>Una radio d’epoca suona le marce rivoluzionarie del movimento operaio. Anche queste, raccolte in cd o in musicassette, si possono comperare da una signora anziana, riparata dietro i vetri appannati con una stufetta elettrica. Chi vuole può avere l’ultimo soffio del comunismo, racchiuso in una scatola di conserva. E’ in vendita, come i biglietti d’ingresso. Con 600 fiorini (poco più di due euro e mezzo) si entra nella storia.</p>
<p>Il parco, inaugurato nell’inverno del 1993, è a cielo aperto. Oggi come allora mancano le mura di recinzione che dovrebbero fare da cornice alla statue esposte: furono rimosse e portate qui, dopo la caduta del regime filo-sovietico in Ungheria. La nuova giunta di Budapest bandì un concorso per realizzare la struttura e raccogliere le sculture dislocate nella capitale magiara. L’architetto Eleod Akos junior ottenne l’incarico nel 1991, ma solo dopo che il Quartiere XII offrì il terreno sull’altipiano di Tétèny si iniziò a costruire il museo. Da allora, molti turisti stranieri e locali lo hanno visitato, anche se gli ungheresi non pensano volentieri a quegli anni.</p>
<p>La ghiaia grossa tratteggia il percorso: sei cerchi si uniscono a un settimo al centro. Qui, la poca erba ghiacciata per la brina, raffigura una stella a cinque punte. Ogni statua è contrassegnata da una targa che ne riporta il numero e una breve descrizione. La prima che incontro è il Monumento della Liberazione: un soldato sovietico con la bandiera al vento ricorda che l’Ungheria fu liberata dai nazisti grazie all’Armata Rossa. E’ un pensiero indelebile come la morsa cui fu sottoposta la popolazione per 45 anni e che viene celebrato con la statua dell’Amicizia magiaro-sovietica, lì vicino. Il tema ricorre spesso attraverso lapidi e targhe che si trovano lungo il tragitto.</p>
<p>Altre sono dedicate a Lenin. In origine il parco doveva conservare solo le sue sculture. Poi, vista la quantità di materiale lasciata dall’epoca socialista, fu deciso di ospitare tutte quelle tolte. Il leader del partito bolscevico, oltre alla statua all’ingresso del parco, è raffigurato all’interno in due metri e mezzo di rame: lo sguardo segue il braccio destro alzato che indica l’orizzonte di nebbia spessa.</p>
<p>La scultura più imponente è il Monumento di Béla Kun: è costruita in bronzo, acciaio cromato e rame. E’ stata realizzata da Imre Varga, uno degli artisti più in amati e apprezzati durante la dittatura. Rappresenta la liberazione del leader socialista nel 1919 e l’adesione degli operai al Partito Comunista. La figura di Béla Kun con il cappello in mano sovrasta soldati e lavoratori mentre li incita al nuovo ordine della Repubblica dei Consigli. Poco oltre, un monumento in bronzo alto nove metri e mezzo, raffigurato da soldati in fila, ne ricorda la storia e la breve durata.</p>
<p>Ma la struttura pensata e dedicata al popolo è il Monumento degli Operai: due mani alte verso il cielo grigio racchiudono una palla enorme. Prima era in plastica, ma dopo un atto vandalico fu rimpiazzata dal granito. La statua simboleggia i risultati sociali e politici dei tre secoli passati.</p>
<p>Anche Dimitrov, rivoluzionario bulgaro e comandante comunista, ha un posto di rilievo. La statua regalata a Budapest nel 1952 dai leader di Sofia è una volta e mezzo più grande di quella originale: 2,6 metri di bronzo. Quasi quanto quella di Ferenc Munnich, ungherese, che durante l’insurrezione del 1956 andò a Mosca per discutere dell’intervento militare sovietico contro il suo popolo. Ebbe un ruolo fondamentale nella lotta alla rivoluzione e nella rappresaglia contro il governo guidato da Imre Nagy.</p>
<p>L’allora primo ministro cercò di mediare le condizioni imposte dai russi con il volere dei magiari insorti: fu proposta l’amnistia per i dimostranti, l’abolizione del sistema monopartitico e la negoziazione per il ritiro delle truppe dell’Armata Rossa dall’Ungheria. Poi, si spinse oltre: dichiarò la neutralità del proprio Paese, tentando di spezzare il giogo che lo teneva legato al Cremlino.</p>
<p>Questo segnò la sua fine e l’entrata dei carri armati russi a Budapest. Arrestato insieme al generale Pal Maleter, un altro eroe dell’insurrezione ungherese, fu giustiziato il 17 giugno del 1958 con il militare e due collaboratori per “aver complottato contro la Repubblica Popolare”. Nel 1989, giorno nell’anniversario della loro morte, Imre Nagy, Maleter, tre altri uomini che erano morti in prigione e una sesta bara vuota, simbolo di tutti i caduti, ebbero una nuova sepoltura ufficiale con gli onori che si debbono ai martiri per la Libertà.</p>
<p>Mentre mi avvicino all’uscita, la radio continua a suonare la musica dell’epoca socialista. La signora anziana è sempre chiusa nel suo negozio di ricordi con i vetri appannati. Il custode cerca di lucidare la vecchia Trabant e di riportarla all’antico splendore.</p>
<p>Fuori, sul piazzale del museo, i raggi del sole dissolvono la nebbia spessa.</p>
<p>da <a href="http://www.ilreporter.com/reportage/budapest-il-cimitero-delle-statue"><strong>ILREPORTER.COM</strong></a></p>

<a href='http://www.ferrobattuto.net/budapest-memento-parco-statue/parco_statue_memento_budapest5/' title='parco_statue_memento_budapest5'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/parco_statue_memento_budapest5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="parco_statue_memento_budapest5" title="parco_statue_memento_budapest5" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/budapest-memento-parco-statue/parco_statue_memento_budapest4/' title='parco_statue_memento_budapest4'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/parco_statue_memento_budapest4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="parco_statue_memento_budapest4" title="parco_statue_memento_budapest4" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/budapest-memento-parco-statue/parco_statue_memento_budapest3/' title='parco_statue_memento_budapest3'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/parco_statue_memento_budapest3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="parco_statue_memento_budapest3" title="parco_statue_memento_budapest3" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/budapest-memento-parco-statue/parco_statue_memento_budapest2/' title='parco_statue_memento_budapest2'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/parco_statue_memento_budapest2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="parco_statue_memento_budapest2" title="parco_statue_memento_budapest2" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/budapest-memento-parco-statue/parco_statue_memento_budapest1/' title='parco_statue_memento_budapest1'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/parco_statue_memento_budapest1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="parco_statue_memento_budapest1" title="parco_statue_memento_budapest1" /></a>
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		<title>Unica-Modenantiquaria : ferro battuto per il giardino indoor</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Petra: il giardino si veste d&#8217;antico di Donatella Forni Dal 13 al 21 febbraio si rinnova l’appuntamento con “Unica-Modenantiquaria”, la manifestazione internazionale di alto antiquariato tra le più importanti d’Europa. Un intero padiglione, Petra, è dedicato all’antiquariato per esterni, parchi &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/unica-modenantiquaria-petra-ferro-battuto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Petra: il giardino si veste d&#8217;antico</strong></em></p>
<p>di <strong>Donatella Forni</strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Unica_Modenantiquaria_ferro_battuto_petra.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-6316" title="Unica_Modenantiquaria_ferro_battuto_petra" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Unica_Modenantiquaria_ferro_battuto_petra-194x300.gif" alt="" width="194" height="300" /></a>Dal 13 al 21 febbraio si rinnova l’appuntamento con “Unica-Modenantiquaria”, la manifestazione internazionale di alto antiquariato tra le più importanti d’Europa. Un intero padiglione, Petra, è dedicato all’antiquariato per esterni, parchi e giardini.</p>
<p>Anfore in terracotta, cancellate in ferro battuto, antichi vasi portafiori, fontane e vasche in marmo, ma anche intere serre e giardini d’inverno. Tutti pezzi unici, che si possono ammirare a Petra, il “giardino indoor” di Modenantiquaria, dal 13 al 21 febbraio a ModenaFiere: un intero padiglione che offre ai visitatori pezzi di antiquariato per esterni, per arricchire le aree verdi di abitazioni di pregio. Unica rassegna di questo genere in Europa, da diciassette anni Petra è diventata sinonimo di antiquariato per esterni. Nel padiglione interamente dedicato, il migliore antiquariato per parchi e giardini fa bella mostra di sè per un pubblico sempre più vasto.</p>
<p>Con una proposta selezionata di antichi arredi per esterni e preziosi elementi architettonici di recupero, Petra evoca atmosfere en plein air e suggerisce un uso creativo nelle ristrutturazioni edili di materiali eterogenei: fontane, colonne, capitelli, anfore in terra cotta, pavimentazioni per esterni e interni, ma anche inferriate e cancellate in ferro battuto, vasi portafiori, vasche in marmo, intere serre, porte e camini. Tutti pezzi unici che i visitatori possono ammirare a Petra, dove le aree verdi diventano oggetto di architettura ed esaltano il valore dell’immobile.</p>
<p>Interi giardini d’inverno della prima metà del XX secolo, realizzati completamente a mano in ferro battuto, senza alcun tipo di saldatura, e ancora lampioni d’epoca, pensiline liberty, porte di ogni tipo, cancelli, panchine della famosa manifattura Colebrook-dale, addirittura antiche arnie in legno, risalenti ai primi anni del ‘900: queste sono solo alcune delle proposte del salone. Ma Petra continua a crescere: aumenta la varietà di arredi d’epoca, il pregio dei materiali architettonici, la presenza di un pubblico affezionato e l’apprezzamento degli operatori del settore.</p>
<p>Curiosi, intenditori, paesaggisti, architetti e professionisti dell’arredo visitano il salone alla ricerca di oggetti esclusivi e di idee sempre nuove per l’allestimento delle aree verdi e la ristrutturazione di dimore di pregio. Ma Modenantiquaria non è solo sinonimo di giardini di classe: da oltre 20 anni è l’unica rassegna nel panorama europeo a dipingere un affresco completo e variegato dell’arte antica. Questo grazie alla rassegna di pittura Excelsior, esclusivamente focalizzata sulla produzione dell’800, ai gioielli, le supellettili e i mobili più rari ed eleganti di Modenantiquaria che si affiancano alle antichità per esterni di Petra.</p>
<p>Dal 2010 la manifestazione diventa ancora più “Unica”, moltiplicandosi per quattro. L’aggettivo è usato come un vero e proprio logo per raggruppare le tre aree espositive e “Art&amp;Food”, novità della scorsa edizione: si tratta del ristorante gastronomico interno al quartiere fieristico diretto dallo chef modenese Massimo Bottura, che anche quest’anno ospiterà performance culinarie di chef “stellati”.</p>
<p>Modenantiquaria quest’anno è definita “Fine Art Expo” per evidenziare come l’intera manifestazione tenda a trasformarsi sempre più in un carosello di eventi legati all&#8217;arte e al suo mercato e si prefigga di centrare ancora una volta gli obiettivi culturali e commerciali di assoluta esclusività, intensità e, appunto, unicità.Nata alla fine degli anni ’80 su ispirazione di giovani appassionati e collezionisti, Modenantiquaria ha saputo cogliere in anticipo le tendenze del gusto e coagulare l’attenzione di un pubblico colto e raffinato, ponendosi come punto di riferimento fondamentale nel mercato dell’arte antica.</p>
<p>La manifestazione è organizzata dallo studio Lobo srl di Correggio, in collaborazione con Ascom Confcommercio di Modena, il Sindacato Autonomo Mercanti d’Arte Antica Modenesi e realizzata con il contributo di Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Vivai F.lli Tusi.</p>
<p>da <a href="http://www.giardini.biz/content/petra-il-giardino-si-veste-dantico"><strong>GIARDINI.BIZ</strong></a></p>

<a href='http://www.ferrobattuto.net/unica-modenantiquaria-petra-ferro-battuto/unica_modenantiquaria_ferro_battuto_petra5/' title='Unica_Modenantiquaria_ferro_battuto_petra5'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/Unica_Modenantiquaria_ferro_battuto_petra5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Unica_Modenantiquaria_ferro_battuto_petra5" title="Unica_Modenantiquaria_ferro_battuto_petra5" /></a>
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		<title>Roma le catene in ferro battuto di Piazza Navona</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piazza Navona, ecco la catena antiauto E San Silvestro zona pedonale entro marzo L&#8217;assessore comunale alla Cultura, Dino Gasperini: &#8220;Questa è una giornata storica, finalmente siamo riusciti a chiudere l&#8217;area alle auto e  rimetteremo le mani su piazza Fontanella Borghese, &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/catene-antiauto-in-ferro-battuto-a-piazza-navona/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Piazza Navona, ecco la catena antiauto</strong></em><br />
<em><strong>E San Silvestro zona pedonale entro marzo</strong></em><br />
<em><strong>L&#8217;assessore comunale alla Cultura, Dino Gasperini: &#8220;Questa è una giornata storica, finalmente siamo riusciti a chiudere l&#8217;area alle auto e  rimetteremo le mani su piazza Fontanella Borghese, piazza Farnese e piazza di Spagna&#8221;</strong></em></p>
<p>di <strong>LAURA SERLONI</strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/piazza_navona_catene_ferro_battuto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6310" title="piazza_navona_catene_ferro_battuto" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/piazza_navona_catene_ferro_battuto.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Piazza Navona è ora un&#8217;isola pedonale protetta. Sono state montate, ieri, due catene di ferro battuto per unire i colonnotti in ghisa e travertino, già installati qualche mese fa, sul lato di via dei Sediari e via di Pasquino. Così si impedisce l&#8217;accesso alle auto e si evita la sosta selvaggia in uno dei salotti della città.</p>
<p>&#8220;Questa è una giornata storica  -  sottolinea l&#8217;assessore comunale alla Cultura, Dino Gasperini  -  Finalmente ci siamo riusciti: abbiamo chiuso questa piazza alle auto. Credo si tratti di un segnale importante: piazza Navona ha finalmente una tutela che riguarda tutta la piazza, intesa come bene architettonico e monumentale, e non più solo delle fontane. È un cambio di passo e di mentalità&#8221;. E poi sulla polemica del restyling del cuore del Barocco ripete: &#8220;A noi piazza Navona piace così com&#8217;è, non vogliamo toccare i marciapiedi&#8221;.</p>
<p>I colonnotti parapedonali erano già stati installati ma i varchi erano rimasti aperti perché mancavano le catene. Un ultimo tassello che completa così la pedonalizzazione dell&#8217;area. La tutela delle principale piazze del centro storico parte dunque da qui, ma non sarà l&#8217;ultimo intervento. Si pensa infatti di rimettere le mani su piazza Fontanella Borghese, &#8220;dove già abbiamo pedonalizzato un lato e ci torneremo a breve per una seconda fase&#8221;, spiega Gasperini. Poi si procederà con un intervento a piazza Farnese e a piazza di Spagna.</p>
<p>&#8220;Siamo già intervenuti a largo dei Calcarari dove l&#8217;isola pedonale funziona e a piazza dell&#8217;Orologio che è stata semipedonalizzata  -  continua l&#8217;assessore  -  Da qui alla fine della consiliatura andremo avanti nella battaglia per il rispetto delle nostre piazze e strade più belle. E tra fine febbraio e i primi di marzo consegneremo piazza San Silvestro, la nuova area pedonale del centro storico&#8221;. Nell&#8217;ex sede del capolinea degli autobus dell&#8217;Atac proseguono infatti i lavori per la riqualificazione della piazza in base al progetto firmato dall&#8217;architetto Paolo Portoghesi.</p>
<p>da <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/01/31/news/piazza_navona_ecco_la_catena_antiauto_e_san_silvestro_zona_pedonale_entro_linizio_di_marzo-29111515/"><strong>ROMA.REPUBBLICA.IT</strong></a></p>

<a href='http://www.ferrobattuto.net/catene-antiauto-in-ferro-battuto-a-piazza-navona/piazza_navona_catene_ferro_battuto2/' title='piazza_navona_catene_ferro_battuto2'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/piazza_navona_catene_ferro_battuto2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="piazza_navona_catene_ferro_battuto2" title="piazza_navona_catene_ferro_battuto2" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/catene-antiauto-in-ferro-battuto-a-piazza-navona/marco-zeppetella-ag-toiati-dissuasori-piazza-navona/' title='piazza_navona_catene_ferro_battuto1'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/piazza_navona_catene_ferro_battuto1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="piazza_navona_catene_ferro_battuto1" title="piazza_navona_catene_ferro_battuto1" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/catene-antiauto-in-ferro-battuto-a-piazza-navona/piazza_navona_catene_ferro_battuto/' title='piazza_navona_catene_ferro_battuto'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/02/piazza_navona_catene_ferro_battuto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="piazza_navona_catene_ferro_battuto" title="piazza_navona_catene_ferro_battuto" /></a>

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		<title>Salisburgo : bellissima anche senza neve</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salisburgo, la piccola Vienna di Marisa Coluzzi L’Italia è già un lontano ricordo. Miglio dopo miglio guadagno sempre più metri d’Austria. Manca qualcosa però perché l’atmosfera invernale sia quella consona alla città asburgica: la neve. L’ho intravista sui monti che &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Salisburgo, la piccola Vienna</strong></em></p>
<p>di <strong>Marisa Coluzzi</strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6292" title="salisburgo_turismo1" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>L’Italia è già un lontano ricordo. Miglio dopo miglio guadagno sempre più metri d’Austria. Manca qualcosa però perché l’atmosfera invernale sia quella consona alla città asburgica: la neve. L’ho intravista sui monti che circondano Innsbruck la mattina durante il viaggio, ma qui niente. Più mi avvicino a Salisburgo e più verdi paesaggi tradiscono le mie aspettative.</p>
<p>Dalla bianca città innevata, vista nelle foto prima della partenza, mi ritrovo tra i colori pastello della “piccola Vienna” mentre l’osservo dal ponte Mullner Steg sul fiume Salzach. A sinistra, sulla riva opposta, cupole verdi luccicano davanti ad un bosco secolare che risale lungo un bastione su cui si erge un’imponente fortezza. Un freddo umido e pungente non mi fa rimpiangere le abituali temperature ancor più gelide del periodo e mi incita ad attraversare il ponte in tutta fretta.</p>
<p>La prima meta è la Getreidegasse: il paradiso dello shopping. Una via piena di negozi, cioccolaterie e ristoranti tipici. Il salotto buono della città con i suoi palazzi antichi, alti e stretti che si aprono posteriormente su cortili con caratteristiche logge a collegare i vari appartamenti.</p>
<p>Al numero 9, apposta su una bella facciata gialla, l’insegna d’oro “Mozart Geburtrhaus” ricorda dove vide la luce Wolfgang Amadeus, il celeberrimo figlio della città, che ha “condannato” Salisburgo ad essere simbolo mondiale della tradizione musicale. Ogni anno, tra luglio ed agosto, la città, con il suo Festival, diventa meta di folle di turisti e amanti della musica attratti dai numerosi eventi musicali con insigni cantanti, maestri e direttori di orchestra.</p>
<p>Appuntamento sicuro e da non perdere, penso mentre sorseggio l’immancabile vin brulè confondendomi tra un folto gruppo di austriaci chic e un po’ snob davanti a un bar storico della strada. Per un attimo penso di essere in Italia, osservando il loro abbigliamento all’ultima moda e le borse di un famoso marchio francese che, proprio lì a fianco, ha una boutique gremita d’acquirenti.</p>
<p>Ma prima che l’atmosfera da shopping sfrenato di un sabato pomeriggio possa travolgermi, mi dirigo verso Domplatz e Residenzplatz dove lo sguardo, desideroso di orizzonti aperti, viene subito appagato da una vista impareggiabile.</p>
<p>Scie bianche di aerei trafiggono il cielo e si dissolvono sulle torri della fortezza di Hohensalzburg. Il sole tramonta e incendia gli alberi alle spalle del Duomo. Un’enorme sfera d’oro risplende in Kapitelplatz e un uomo sulla sua cima si erge libero nell’azzurro orizzonte. Sarà un’artista di strada penso, in una sua bizzarra esibizione. Non è così. La “Sphaera” di Stephan Balkenhol è un’opera contemporanea, una scultura regalata alla città di Salisburgo dalla Salzburg Foundation tra il 2007 e il 2008 nell’ambito del progetto “Salzburg Art Projects”.</p>
<p>Passo per il piccolo cimitero alle spalle di St. Peter Kirke all’ora dell’imbrunire. Osservo le catacombe a ridosso della montagna e le caratteristiche croci in ferro battuto che ormai non fanno più ombra nella luce fredda della penombra. Il sole si è ormai nascosto dietro un palcoscenico fuori stagione che ben presto una coltre bianca avvolgerà in un teatrale cambio di scena.</p>
<p>da <a href="http://www.ilreporter.com/viaggi/salisburgo-la-piccola-vienna"><strong>ILREPORTER.COM</strong></a></p>

<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo14/' title='salisburgo_turismo14'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo14" title="salisburgo_turismo14" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo13/' title='salisburgo_turismo13'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo13-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo13" title="salisburgo_turismo13" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo12/' title='salisburgo_turismo12'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo12" title="salisburgo_turismo12" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo11/' title='salisburgo_turismo11'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo11" title="salisburgo_turismo11" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo10/' title='salisburgo_turismo10'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo10-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo10" title="salisburgo_turismo10" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo9/' title='salisburgo_turismo9'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo9" title="salisburgo_turismo9" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo8/' title='salisburgo_turismo8'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo8" title="salisburgo_turismo8" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo7/' title='salisburgo_turismo7'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo7" title="salisburgo_turismo7" /></a>
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<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo5/' title='salisburgo_turismo5'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo5" title="salisburgo_turismo5" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo4/' title='salisburgo_turismo4'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo4" title="salisburgo_turismo4" /></a>
<a href='http://www.ferrobattuto.net/salisburgo-turismo/salisburgo_turismo3/' title='salisburgo_turismo3'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/salisburgo_turismo3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="salisburgo_turismo3" title="salisburgo_turismo3" /></a>
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		<title>Fiera di Sant&#8217;Orso sotto la neve ?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:51:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Artigianato: maltempo non scoraggia visitatori a Fiera S.Orso Kermesse si e&#8217; aperta questa mattina, proseguira&#8217; anche domani Il maltempo non scoraggia i visitatori alla 1012/a Fiera di Sant&#8217;Orso. La kermesse dedicata all&#8217;artigianato tipico di tradizione, che si e&#8217; aperta questa &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/fiera-di-sant-o-orso-e-maltempo-aosta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Artigianato: maltempo non scoraggia visitatori a Fiera S.Orso</em></strong><br />
<strong><em>Kermesse si e&#8217; aperta questa mattina, proseguira&#8217; anche domani</em></strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/aosta_neve_fiera_santorso.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6287" title="aosta_neve_fiera_sant'orso" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/aosta_neve_fiera_santorso-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il maltempo non scoraggia i visitatori alla 1012/a Fiera di Sant&#8217;Orso. La kermesse dedicata all&#8217;artigianato tipico di tradizione, che si e&#8217; aperta questa mattina alle 8 con la cerimonia di inaugurazione vicino alle porte pretoriane a cui hanno preso parte. Sin dall&#8217;alba (e fino a domani sera) gli oltre mille espositori hanno allestito i propri banchi, distribuiti nelle vie del centro storico della citta&#8217;, con opere scolpite nel legno o nella pietra ollare, con pezzi in ferro battuto, con i ricercati pizzi di Cogne, con i tessuti in canapa, gli utensili per le attivita&#8217; agricole e le stoviglie, con gli immancabili galletti e tata&#8217; di legno.</p>
<p>Ogni anno, il 30 e il 31 gennaio, Aosta si trasforma nella capitale dell&#8217;artigianato tipico. Mediamente sono 200mila i visitatori che affollano il centro della citta&#8217;, per ammirare le preziose lavorazioni, tradizionali e non, opera dell&#8217;ingegno e del lavoro dei circa mille artigiani che partecipano alla Fiera di Sant&#8217;Orso, la piu&#8217; antica dell&#8217;arco alpino.</p>
<p>Non mancano, sui banchi degli espositori, le sculture in legno e pietra ollare, i bassorilievi, le opere in ferro battuto, i pannelli ed altri oggetti intagliati, i mobili in legno massiccio, i fiori in legno, le gerle, ceste e cestini in salice o nocciolo intrecciato, i sabots, classici zoccoli di legno, i drap di Valgrisenche, i pizzi al tombolo di Cogne, i tessuti di canapa di Champorcher, le pantofole in tessuto di Gressoney, gli strumenti di lavoro in legno, come i rastrelli, le scale, le botti, le posate, i taglieri, e i galletti e i tata&#8217; in legno, veri e propri simboli della Fiera. Ognuno di questi oggetti e&#8217; legato alla storia e alla tradizione locale.</p>
<p>La Fiera di Sant&#8217;Orso e&#8217; nota anche come la fiera millenaria, dal momento che la prima testimonianza scritta che attesta la sua esistenza risale al 1206. Tradizionalmente infatti i valligiani si ritrovavano ad Aosta nel mese di gennaio per vendere, comprare e barattare utensili per la casa e attrezzi per il lavoro dei campi. Attualmente la manifestazione riveste un&#8217;importanza strategica per la promozione turistica dell&#8217;immagine non solo della citta&#8217;, ma di tutta la regione, essendo una vetrina prestigiosa per artigiani e artisti locali.</p>
<p>da <strong>ANSA</strong> e <strong>LIBEROQUOTIDIANO.IT</strong></p>
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		<title>Il futuro &#8220;villaggio-albergo&#8221; di Celenza sul Trigno</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 17:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celenza, il sogno del villaggio-albergo Il borgo vastese si converte al turismo: posti letto di qualità nelle case ristrutturate di Rossano Orlando Le volte a botte con i mattoni a faccia vista. Più o meno come, all&#8217;indomani dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, doveva &#8230; <a href="http://www.ferrobattuto.net/villaggio-albergo-celenza-sul-trigno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Celenza, il sogno del villaggio-albergo</strong></em><br />
<em><strong>Il borgo vastese si converte al turismo: posti letto di qualità nelle case ristrutturate</strong></em></p>
<p>di <strong>Rossano Orlando</strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/Celenza_Trigno_villaggio_albergo1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6281" title="Celenza_Trigno_villaggio_albergo1" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/01/Celenza_Trigno_villaggio_albergo1-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Le volte a botte con i mattoni a faccia vista. Più o meno come, all&#8217;indomani dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, doveva presentarsi l&#8217;osteria-albergo di Luigi Di Pasquale, panettiere e pizzicagnolo. Finestre, travi e stipiti, invece, somiglieranno a quelli dell&#8217;albergo che Luigi Cieri, oste, governava sul corso principale.</p>
<p>Le pietanze? Anche in questo caso come quelle di una volta nei tegami di terracotta, cucinate rigorosamente a fuoco lento dalle massaie del posto. Per la tecnologia, invece, bisogna rassegnarsi: a oltre 150 anni di distanza, Adsl, wi-fi, computer, teleriscaldamento e bagni raffinati, ossia le cosiddette comodità, non potrebbero mai reggere il confronto con lettere vergate a mano, telegrafo, caminetto e gabinetto alla turca. Letti in ferro battuto, lenzuola con i merletti e materassi di lana di pecora, quelli sì, fatti a mano.</p>
<p>A Celenza sul Trigno, 985 abitanti, 646 metri sul livello del mare, 22 chilometri quadrati di territorio in zona sismica 2, il futuro è il passato, il domani è ieri, ma la mente è quella dei comfort di Star Trek the next generation, un po&#8217; come sulla nave stellare Enterprise.</p>
<p>Perché una volta restaurato, il centro storico diventerà un villaggio-albergo. Meglio: un albergo diffuso, come è avvenuto a Santo Stefano di Sessanio e come voleva trasformarsi Buonanotte, il borgo abbandonato di Montebello sul Sangro. Roba da turisti con i portafogli a venti scomparti e amanti del buon cibo, dell&#8217;aria pura per eliminare le tossine accumulate in città, relax tutt&#8217;intorno, passeggiate à go go, natura incontaminata, funghetti di qua e tartufi di là.</p>
<p>Qualche anno dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia in questo paese già sede di circondario e confermato come mandamento con tanto di ufficio del registro, agenzia delle imposte, pretura, carcere, nucleo della guardia nazionale, ufficio postale, ufficio telegrafico, monte frumentario e congregazione di carità, cantine e bettole per i popolani, casa di conversazione per i signori, il viavai dai vari servizi aveva creato un forte movimento di utenti con ovvie ripercussioni positive sulla ricchezza dei residenti. Se il reddito pro-capite in provincia di Chieti, considerata all&#8217;epoca la cenerentola d&#8217;Italia, ammontava a 8,36 lire, nel mandamento di Celenza quel dato saliva a 9,86 lire. Un botto di floridezza. Molti di quei servizi oggi sono spariti ed è impossibile pensare al loro ripristino. Ma non è detto che non si possa ripartire con le iniziative private, cominciando appunto dal turismo dove alla mano pubblica è chiesto di dare l&#8217;indirizzo politico e lo strumento amministrativo per portare a compimento scelte di rilancio del territorio.</p>
<p>E visto che oltre 400 abitazioni del centro storico, ossia almeno la metà del patrimonio urbanistico, sono seconde case in parte occupate in maniera saltuaria e altre in abbandono, ecco che l&#8217;idea della loro ristrutturazione per creare strutture ricettive può essere percorsa se associata al brand del territorio: il Trigno-Sinello.</p>
<p>Così in paese prende corpo il progetto del villaggio-albergo: una settantina di posti letto in stanze-alloggio da ricavare nelle vecchie case da ristrutturare e con 3-4 posti letto ciascuna, categoria quattro-cinque stelle. La storia recente parla di patrimonio edilizio distrutto al 37% nella Seconda guerra, quella che ha dato al borgo, scenario della battaglia del Trigno nel novembre 1943 con 26 civili morti e una quindicina di feriti, la Medaglia d&#8217;argento al merito civile: una delle aree più colpite dal conflitto.</p>
<p>«Siamo per lo sviluppo sostenibile e per il rispetto dell&#8217;ambiente», spiega il sindaco Andrea Venosini, 34 anni, geologo, «e l&#8217;albergo diffuso rientra in questo ampio tema che ci vede in testa nei progetti di energia rinnovabile con tutti gli edifici di proprietà comunale già dotati di pannelli fotovoltaici. Abbiamo due progetti in cantiere: la realizzazione di un parco avventura per il tempo libero», sottolinea Venosini, «all&#8217;uscita della fondovalle Trigno, nella zona del Vallone Vecchio, con 40 linee aeree di giochi sospesi tra gli alberi, passerelle, ponti e tunnel in modo da diversificare l&#8217;offerta turistica nel Vastese; il lancio della ricettività turistica, che oggi è niente, basata sul recupero del patrimonio edilizio di un centro storico che è ampio. Poiché stiamo rifacendo il piano regolatore», prosegue il sindaco, «prevediamo nuove opportunità di sviluppo per il paese, non espansive, non basate sul cemento armato ma sulle costruzioni di qualità investendo sull&#8217;esistente e restaurando ciò che c&#8217;è.</p>
<p>Quindi lavorando su legno e pietra e con manodopera di nicchia. In questo piano vogliamo coinvolgere l&#8217;imprenditoria della zona», continua Venosini, «le banche, le società energetiche e mettere insieme i proprietari delle case in cooperativa, visto che per loro le seconde abitazioni rappresentano comunque un costo vivo tra Ici, energia elettrica e altro e che spesso non utilizzano. Dal centro storico i turisti possono muoversi in mountain-bike su piste ciclabili che portano al parco avventura e verso il sito di interesse comunitario vicino al fiume Trigno per il quale è necessario un piano di gestione; fare escursioni a piedi sui sentieri; partecipare alle arrampicate sulla roccia; assistere alle produzioni biologiche del territorio», conclude il primo cittadino.</p>
<p>Convinto della bontà di questa svolta esistenziale per il paese è anche l&#8217;assessore Antonio Antenucci, 31 anni. «Vengono a visitarci da Roma, da Napoli, perché l&#8217;ambiente è vivibile. Ma il turismo», sostiene Antenucci, «che è innanzitutto crescita culturale, resta una parola vuota se non ragioniamo in termini diversi. Spetta al Comune creare i presupposti per una svolta del genere ed è ciò che faremo avendo investito sulla politica energetica delle fonti rinnovabili che ci lancia nel comprensorio. Incontreremo presto i cittadini illustrando questo piano di rinascita per Celenza». La scommessa è partita.</p>
<p>da <a href="http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2012/01/29/news/celenza-il-sogno-del-villaggio-albergo-5579873"><strong>ILCENTRO.GELOCAL.IT</strong></a></p>

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