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	<title>Ferro Battuto Ind.i.a.</title>
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		<title>Cancello in ferro battuto per la storica casa di Giacomo Matteotti a Fratta Polesine</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 09:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La dimora dell&#8217;eroe antifascista finalmente per tutti A Fratta Polesine da sabato 12 maggio 2012 i visitatori possono scoprire i segreti di casa di Giacomo Matteotti, finalmente aperta al pubblico dalle 15 alle 18 ogni sabato e giorno festivo Era già stata, per così dire, inaugurata il 25 aprile del 2012, nella data più adatta a celebrare Giacomo Matteotti, eroe e antesignano della Liberazione. Ed è proprio la sua casa che è stata aperta al pubblico per la prima volta sabato 12 maggio 2012, inaugurando la nuova stagione politico culturale di Fratta. Al di là del viale di ingresso, oltre il cancello in ferro battuto, oltre la targa celebrativa del nome, una giovane guida introduce all’interno della casa di Matteotti. La casa, recintata da un alto muro, si affaccia sul fiumiciattolo denominato Scortico ed è fiancheggiata dalla strada comunale che porta alla stazione: l’antica via Ruga. E’ una casa della borghesia di fine ottocento con ampia sala centrale su cui si aprono porte  di accesso alle stanze di servizio: cucina, studio, ricevimento e la scala che sale al piano superiore. Stesso schema al piano superiore: salone centrale con porte che immettono nelle stanze da letto degli sposi Giacomo e Velia e dei figli: Matteo, Giancarlo e Isabella. Si è cercato di ristrutturare e arredare le stanze con gli stessi mobili dell’epoca: specchi, cassapanche, credenze, vetrinette, mobili d’angolo, lampadari. Nelle vetrinette i libri di Giacomo quasi tutti di Diritto e di Leggi. Giacomo aveva studiato diritto a Bologna. La sua era una famiglia borghese di commercianti imprenditori provenienti dal Trentino. Bello tra tutti il ritratto della madre cui dedica parole toccanti di tenerezza filiale. Qui a Fratta i Matteotti  si erano costruiti una discreta fortuna che traspare dai mobili di casa e dai due pianoforti, di cui uno a coda nel salone d’entrata. Giacomo e soprattutto Velia amavano la musica, Velia Titta era la sorella del grande baritono Titta Ruffo. Infine si sale in mansarda allestita come un museo di storia con documentazione fotografica e archivistica dei Matteotti e del Partito socialista, infatti i documenti esistenti qui esposti sono stati donati dalla fondazione storica Filippo Turati di Firenze. Crea una certa emozione vedere i volti di persone che tanto hanno lavorato per la redenzione del Polesine. Accanto a Matteotti, Nicola Badaloni, medico di Trecenta grande socialista, Umberto Merlin, del partito popolare, discepolo di Giacomo Sichirollo. L’intenzione di chi ha curato la ristrutturazione della villa (Comune di Fratta, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Accademia dei Concordi)  è quella di aprire alle nuove generazioni questa pagina di storia che rende nobile e orgoglioso il Polesine tutto. Per questo sono state attrezzate due sale di studio per le scolaresche una con computer e l’altra con lo schermo per la proiezione dei momenti di vita di Giacomo Matteotti. Carlo Folchini da ROVIGOOGGI.IT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La dimora dell&#8217;eroe antifascista finalmente per tutti</strong></em><br />
<em><strong>A Fratta Polesine da sabato 12 maggio 2012 i visitatori possono scoprire i segreti di casa di Giacomo Matteotti, finalmente aperta al pubblico dalle 15 alle 18 ogni sabato e giorno festivo</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/Giacomo_Matteotti_casa_cancello_ferro_battuto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7316" title="Giacomo_Matteotti_casa_cancello_ferro_battuto" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/Giacomo_Matteotti_casa_cancello_ferro_battuto-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a>Era già stata, per così dire, inaugurata il 25 aprile del 2012, nella data più adatta a celebrare Giacomo Matteotti, eroe e antesignano della Liberazione. Ed è proprio la sua casa che è stata aperta al pubblico per la prima volta sabato 12 maggio 2012, inaugurando la nuova stagione politico culturale di Fratta.</p>
<p>Al di là del viale di ingresso, oltre il cancello in ferro battuto, oltre la targa celebrativa del nome, una giovane guida introduce all’interno della casa di Matteotti. La casa, recintata da un alto muro, si affaccia sul fiumiciattolo denominato Scortico ed è fiancheggiata dalla strada comunale che porta alla stazione: l’antica via Ruga. E’ una casa della borghesia di fine ottocento con ampia sala centrale su cui si aprono porte  di accesso alle stanze di servizio: cucina, studio, ricevimento e la scala che sale al piano superiore. Stesso schema al piano superiore: salone centrale con porte che immettono nelle stanze da letto degli sposi Giacomo e Velia e dei figli: Matteo, Giancarlo e Isabella.</p>
<p>Si è cercato di ristrutturare e arredare le stanze con gli stessi mobili dell’epoca: specchi, cassapanche, credenze, vetrinette, mobili d’angolo, lampadari. Nelle vetrinette i libri di Giacomo quasi tutti di Diritto e di Leggi. Giacomo aveva studiato diritto a Bologna. La sua era una famiglia borghese di commercianti imprenditori provenienti dal Trentino. Bello tra tutti il ritratto della madre cui dedica parole toccanti di tenerezza filiale. Qui a Fratta i Matteotti  si erano costruiti una discreta fortuna che traspare dai mobili di casa e dai due pianoforti, di cui uno a coda nel salone d’entrata. Giacomo e soprattutto Velia amavano la musica, Velia Titta era la sorella del grande baritono Titta Ruffo.</p>
<p>Infine si sale in mansarda allestita come un museo di storia con documentazione fotografica e archivistica dei Matteotti e del Partito socialista, infatti i documenti esistenti qui esposti sono stati donati dalla fondazione storica Filippo Turati di Firenze. Crea una certa emozione vedere i volti di persone che tanto hanno lavorato per la redenzione del Polesine. Accanto a Matteotti, Nicola Badaloni, medico di Trecenta grande socialista, Umberto Merlin, del partito popolare, discepolo di Giacomo Sichirollo. L’intenzione di chi ha curato la ristrutturazione della villa (Comune di Fratta, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Accademia dei Concordi)  è quella di aprire alle nuove generazioni questa pagina di storia che rende nobile e orgoglioso il Polesine tutto. Per questo sono state attrezzate due sale di studio per le scolaresche una con computer e l’altra con lo schermo per la proiezione dei momenti di vita di Giacomo Matteotti.</p>
<p><strong>Carlo Folchini</strong></p>
<p>da <a href="http://www.rovigooggi.it/articolo/2012-05-14/la-dimora-dell-eroe-antifascista-finalmente-per-tutti/"><strong>ROVIGOOGGI.IT</strong></a></p>
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		<title>Cancello in ferro battuto per la Santella di Tirano</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 09:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TIRANO: SANTELLA DELL’APPARIZIONE DELLA B.VERGINE MARIA A MARIO DEGLI HOMODEI La santella, che si trova in località Dosso-bivio Trivigno-Dosso, appare in tutta la sua bellezza architettonica e pittorica a chi continuando la salita di Santa Maria segue l’antichissimo tracciato che tocca il castello di Santa Maria, meglio conosciuto come Castellaccio&#8230; Di Michele Falciani La costruzione, a pianta rettangolare, è ubicata al bivio per l’alpe di Trivigno proseguendo a sinistra e a destra alla contrada del Dosso. Pare che sotto la santella ci sia un passaggio segreto, un cunicolo in sasso che porta al castello di S.Maria. Ha il tetto a capanna rivestito di tavole di legno e manto di “piode”, il colmo è in coppi di terracotta. Il tetto è molto aggettante e senza canali di gronda, ripara comunque molto bene le decorazioni interne. La parte bassa comunque risente dei problemi di umidità di risalita. Manca una zona di rispetto più ampia pavimentata con pietra locale o meglio in acciottolato e una comoda seduta in muratura. E’ illuminata dal Comune di Tirano come la maggior parte delle edicole votive. Molto antica ha subito diversi interventi nei secoli. I dipinti, nei tre specchi sfondati sono attribuiti al Tagliaferri che li avrebbe dipinti all’inizio del 1900. Ma ad una attenta osservazione si può rilevare lo stile di altri pittori che hanno operato a Tirano tra la fine dell’800 e l’inizio del novecento Gavazzeni, Morgari. In verità il modo di dipingere le pieghe degli abiti fa molto pensare ai dipinti del Caimi in parrocchiale. L’artista inoltre nel 1844 dipingeva l’affresco rappresentante la visita di San Carlo Borromeo alla Basilica di Tirano, sulla facciata del palazzo Torelli. Se fosse così la decorazione risalirebbe a prima del 1870. La tecnica utilizzata sembrerebbe una pittura a calce su intonaco rustico, rifatto a nuovo e poco lisciato per consentire ai colori di aggrapparsi con più facilità. Non sono visibili le incisioni che si facevano sul’intonaco fresco per riportare il disegno. Ad una attenta osservazione si capisce che l’opera è stata dipinta dopo avere fatto lo spolvero. La pennellata è decisa e rigorosa e descrive minuziosamente i particolari. Le decorazioni sull’architettura esterna e alcune parti strutturali interne sono degli anni 1940-50. Fu restaurata dal Comune di Tirano negli anni 1994/6 con l’approvazione della Sovrintendenza ai monumenti di Milano, sotto la direzione del geometra Boni dell’ufficio tecnico che curò i rilievi e laparte tecnica per aggiudicare l’appalto e la mia collaborazione(volontaria), a quel tempo ero in una commissione consultiva presso il Comune di Tirano, su indicazione del sindaco Flavio Poluzzi. L’attuale Sindaco era ai lavori pubblici. Il restauro fu affidato a Paola Centurini di Milano. Il viandante proveniente da Tirano nelle ore del mattino (l’edicola è in piena luce) viene colpito dai colori molto caldi in prevalenza giallo ocra, alternato al rosso e al blu secondo un gusto classico rinascimentale recuperato nei secoli XVIII e XIX. Come tradizione un cancello in ferro battuto, con serratura, composto da aste cilindriche terminanti a punta di lancia, chiude e protegge lo spazio più sacro. Segni di devozione sono il crocifisso, purtroppo inchiodato al dipinto, l’altarino con tovaglia ricamata,un candelabro e fiori freschi e secchi. La composizione pittorica è di grande equilibrio. I personaggi dell’Apparizione sono bene disposti, la Madonna è a destra, Mario a sinistra, confermando le posizioni dell’iconografia nota. La Vergine ha il volto, di tre quarti, roseo con guance arrossate, capelli biondi, aureola di un giallo luminoso a piena forma, sguardo verso il veggente. Il velo sul capo è di colore verde pallido. Il mantello ha il colore blu lapislazzulo, legato con un fermaglio e la veste è rossa bordata di giallo, con sfumature arancio e viola. Nella scollatura si intravede una maglietta chiara. La mano destra indica il luogo dove dovrà sorgere il Tempio. La mano sinistra è poggiata sul cuore. La figura è slanciata, per qualche verso allungata, ma di giovinetta, come il racconto di Mario recita. I piedi poggiano nudi sulla terra da lei benedetta. La figura di Maria a destra prende metà scena, l’altra metà è colmata da Mario in ginocchio in primo piano. La parte bassa è molto rovinata. Il tutto già visto nella santella della ”giustizia”. continua da INTORNOTIRANO.IT &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>TIRANO: SANTELLA DELL’APPARIZIONE DELLA B.VERGINE MARIA A MARIO DEGLI HOMODEI</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/santarello_tirano_cancello_ferro_battuto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7329" title="santarello_tirano_cancello_ferro_battuto" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/santarello_tirano_cancello_ferro_battuto-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><em><strong>La santella, che si trova in località Dosso-bivio Trivigno-Dosso, appare in tutta la sua bellezza architettonica e pittorica a chi continuando la salita di Santa Maria segue l’antichissimo tracciato che tocca il castello di Santa Maria, meglio conosciuto come Castellaccio&#8230;</strong></em></p>
<p>Di <strong>Michele Falciani</strong></p>
<p>La costruzione, a pianta rettangolare, è ubicata al bivio per l’alpe di Trivigno proseguendo a sinistra e a destra alla contrada del Dosso. Pare che sotto la santella ci sia un passaggio segreto, un cunicolo in sasso che porta al castello di S.Maria. Ha il tetto a capanna rivestito di tavole di legno e manto di “piode”, il colmo è in coppi di terracotta. Il tetto è molto aggettante e senza canali di gronda, ripara comunque molto bene le decorazioni interne. La parte bassa comunque risente dei problemi di umidità di risalita. Manca una zona di rispetto più ampia pavimentata con pietra locale o meglio in acciottolato e una comoda seduta in muratura.</p>
<p>E’ illuminata dal Comune di Tirano come la maggior parte delle edicole votive. Molto antica ha subito diversi interventi nei secoli. I dipinti, nei tre specchi sfondati sono attribuiti al Tagliaferri che li avrebbe dipinti all’inizio del 1900. Ma ad una attenta osservazione si può rilevare lo stile di altri pittori che hanno operato a Tirano tra la fine dell’800 e l’inizio del novecento Gavazzeni, Morgari. In verità il modo di dipingere le pieghe degli abiti fa molto pensare ai dipinti del Caimi in parrocchiale. L’artista inoltre nel 1844 dipingeva l’affresco rappresentante la visita di San Carlo Borromeo alla Basilica di Tirano, sulla facciata del palazzo Torelli. Se fosse così la decorazione risalirebbe a prima del 1870. La tecnica utilizzata sembrerebbe una pittura a calce su intonaco rustico, rifatto a nuovo e poco lisciato per consentire ai colori di aggrapparsi con più facilità. Non sono visibili le incisioni che si facevano sul’intonaco fresco per riportare il disegno. Ad una attenta osservazione si capisce che l’opera è stata dipinta dopo avere fatto lo spolvero. La pennellata è decisa e rigorosa e descrive minuziosamente i particolari.</p>
<p>Le decorazioni sull’architettura esterna e alcune parti strutturali interne sono degli anni 1940-50. Fu restaurata dal Comune di Tirano negli anni 1994/6 con l’approvazione della Sovrintendenza ai monumenti di Milano, sotto la direzione del geometra Boni dell’ufficio tecnico che curò i rilievi e laparte tecnica per aggiudicare l’appalto e la mia collaborazione(volontaria), a quel tempo ero in una commissione consultiva presso il Comune di Tirano, su indicazione del sindaco Flavio Poluzzi. L’attuale Sindaco era ai lavori pubblici. Il restauro fu affidato a Paola Centurini di Milano.</p>
<p>Il viandante proveniente da Tirano nelle ore del mattino (l’edicola è in piena luce) viene colpito dai colori molto caldi in prevalenza giallo ocra, alternato al rosso e al blu secondo un gusto classico rinascimentale recuperato nei secoli XVIII e XIX. Come tradizione un cancello in ferro battuto, con serratura, composto da aste cilindriche terminanti a punta di lancia, chiude e protegge lo spazio più sacro. Segni di devozione sono il crocifisso, purtroppo inchiodato al dipinto, l’altarino con tovaglia ricamata,un candelabro e fiori freschi e secchi.</p>
<p>La composizione pittorica è di grande equilibrio. I personaggi dell’Apparizione sono bene disposti, la Madonna è a destra, Mario a sinistra, confermando le posizioni dell’iconografia nota.</p>
<p>La Vergine ha il volto, di tre quarti, roseo con guance arrossate, capelli biondi, aureola di un giallo luminoso a piena forma, sguardo verso il veggente. Il velo sul capo è di colore verde pallido. Il mantello ha il colore blu lapislazzulo, legato con un fermaglio e la veste è rossa bordata di giallo, con sfumature arancio e viola. Nella scollatura si intravede una maglietta chiara. La mano destra indica il luogo dove dovrà sorgere il Tempio. La mano sinistra è poggiata sul cuore. La figura è slanciata, per qualche verso allungata, ma di giovinetta, come il racconto di Mario recita. I piedi poggiano nudi sulla terra da lei benedetta. La figura di Maria a destra prende metà scena, l’altra metà è colmata da Mario in ginocchio in primo piano. La parte bassa è molto rovinata. Il tutto già visto nella santella della ”giustizia”.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>continua</strong></span></p>
<p>da <a href="http://www.intornotirano.it/notizie-tirano-e-provincia-di-sondrio/tirano-santella-dell2019apparizione-della-b.vergine-maria-a-mario-degli-homodei"><strong>INTORNOTIRANO.IT</strong></a></p>
<p><a href='http://www.ferrobattuto.net/cancello-in-ferro-battuto-per-santella-tirano/santarello_tirano_cancello_ferro_battuto/' title='santarello_tirano_cancello_ferro_battuto'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/santarello_tirano_cancello_ferro_battuto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="santarello_tirano_cancello_ferro_battuto" title="santarello_tirano_cancello_ferro_battuto" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/cancello-in-ferro-battuto-per-santella-tirano/santarello_tirano_cancello_ferro_battuto1/' title='santarello_tirano_cancello_ferro_battuto1'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/santarello_tirano_cancello_ferro_battuto1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="santarello_tirano_cancello_ferro_battuto1" title="santarello_tirano_cancello_ferro_battuto1" /></a><br />
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Maestri forgiatori di ferro battuto a Festival CreaTiVa</title>
		<link>http://www.ferrobattuto.net/maestri-forgiatori-di-ferro-battuto-a-festival-creativa/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ferro battuto]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Festival CreaTiVa – 8 e 9 giugno 2012, Salve (Le) Daniela Mangiulli -8 giugno, ore 19.00: serata dedicata alla riflessione su tematiche ambientali. Interverranno il dott. Andrea Bertaglio (articolista in varie riviste e siti web, come Il Cambiamento e Movimento per la Decrescita Felice di Maurizio Pallante, cura un blog su Il Fatto Quotidiano); il dott. Fernando Boero (Professore ordinario di Biologia – Zoologia presso l’Università del Salento); seguirà l’intervento del dott. Luigi Russo Presidente del CSV Salento (Centro di Servizio al Volontariato).  L’incontro si svolgerà nel centro storico di Salve, nell’atmosfera surreale creata da scenografie realizzate con materiale di riciclo. Gli interventi saranno intervallati dal duo Dondestan (duo alternativo sperimentale nato dall’incontro di Donatello Pisanello, – Officina Zoè – organettista con Angelo Urso, fecondo contrabbassista). Non mancheranno stand eno-gastronomici con prodotti a km0. La serata si concluderà con la performance de Progetto Vulcano (spettacolo musicale in cui i protagonisti non sono solo i solisti ma soprattutto i maestri forgiatori di ferro battuto  che insieme ai percussionisti danno respiro ritmico usando la battitura del ferro come ulteriore strumento a percussione). - 9 giugno ore 19.00: verranno proiettate e commentante da Natascha Lusenti (giornalista e conduttrice televisiva La7, Ra1, Ra2) diverse interviste realizzate durante la serata dell’8 giugno, con il pubblico che parteciperà all’evento. Seguirà una performance dei bambini delle classi 4^ e 5^ elementari dell’Istituto Omnicomprensivo di Salve e Morciano con cui Progetto CreaTiVa ha lavorato tutto l’anno . I bambini sfileranno per il centro storico, guidati dalla coreografa Mia Meneghini, indossando costumi realizzati da loro stessi durante i laboratori scolastici, e suonando strumenti fatti di cannucce, lattine di alluminio realizzati in collaborazione con l’esperto Alberto Piccinni e Officine Musicali. continua da ILSOSTENIBILE.IT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Festival CreaTiVa – 8 e 9 giugno 2012, Salve (Le)</strong></em></p>
<p><strong>Daniela Mangiulli</strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_festival_creativa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7325" title="ferro_battuto_festival_creativa" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_festival_creativa-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>-8 giugno, ore 19.00: serata dedicata alla riflessione su tematiche ambientali. Interverranno il dott. Andrea Bertaglio (articolista in varie riviste e siti web, come Il Cambiamento e Movimento per la Decrescita Felice di Maurizio Pallante, cura un blog su Il Fatto Quotidiano); il dott. Fernando Boero (Professore ordinario di Biologia – Zoologia presso l’Università del Salento); seguirà l’intervento del dott. Luigi Russo Presidente del CSV Salento (Centro di Servizio al Volontariato).  L’incontro si svolgerà nel centro storico di Salve, nell’atmosfera surreale creata da scenografie realizzate con materiale di riciclo. Gli interventi saranno intervallati dal duo Dondestan (duo alternativo sperimentale nato dall’incontro di Donatello Pisanello, – Officina Zoè – organettista con Angelo Urso, fecondo contrabbassista).</p>
<p>Non mancheranno stand eno-gastronomici con prodotti a km0. La serata si concluderà con la performance de Progetto Vulcano (spettacolo musicale in cui i protagonisti non sono solo i solisti ma soprattutto i maestri forgiatori di ferro battuto  che insieme ai percussionisti danno respiro ritmico usando la battitura del ferro come ulteriore strumento a percussione).</p>
<p>- 9 giugno ore 19.00: verranno proiettate e commentante da Natascha Lusenti (giornalista e conduttrice televisiva La7, Ra1, Ra2) diverse interviste realizzate durante la serata dell’8 giugno, con il pubblico che parteciperà all’evento. Seguirà una performance dei bambini delle classi 4^ e 5^ elementari dell’Istituto Omnicomprensivo di Salve e Morciano con cui Progetto CreaTiVa ha lavorato tutto l’anno . I bambini sfileranno per il centro storico, guidati dalla coreografa Mia Meneghini, indossando costumi realizzati da loro stessi durante i laboratori scolastici, e suonando strumenti fatti di cannucce, lattine di alluminio realizzati in collaborazione con l’esperto Alberto Piccinni e Officine Musicali.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>continua</strong></span></p>
<p>da <a href="http://www.ilsostenibile.it/2012/05/14/festival-creativa-8-e-9-giugno-2012-salve-le/"><strong>ILSOSTENIBILE.IT</strong></a></p>
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		<title>Statua in ferro battuto per celebrare le zigherane</title>
		<link>http://www.ferrobattuto.net/statua-in-ferro-battuto-zigherane/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tolti i veli alla statua che celebra le zigherane Folla ieri mattina a Borgo Sacco. Cossali: «Monumento con finalità civiche» Armando Aste: «Una doverosa celebrazione pensando a tutte le giovani madri» di Nicola Filippi Testa china, avvolta in un fazzoletto di cotone, mani veloci ed esperte sulla foglia di tabacco, sopra un tavolo di legno. Ecco la trasfigurazione in ferro battuto della zigherana (o sigaraia) che Livio Conta, l’artista di Monclassico, ha sintetizzato dell’epoca della Manifattura tabacchi. La statua scelta dal comitato promotore (presieduto dall’alpinista Armando Aste), benedetta ieri mattina da don Pietro Franco, sul sagrato davanti alla chiesa della Trinità, a Borgo Sacco, celebra «un atto quotidiano» di migliaia di zigherane, ricorda la trasformazione della città e della Vallagarina da zona agricola in polo industriale. Il monumento è stato scoperto ieri mattina davanti ad un folto pubblico. Tante le autorità politiche presenti, dal senatore Molinari all’assessore provinciale all’industria Olivi, dal presidente di “Manifattura Domani” Salvatori al presidente della Comunità di valle Bisoffi, al “padrone di casa” il sindaco Miorandi con il vicesindaco Daicampi, a testimonianza della «finalità civica di uno dei pochi nuovi monumenti storici» della Vallagarina, ha rimarcato il critico Mario Cossali. Armando Aste, presidente del comitato promotore del monumento, ha attinto dal bagaglio dei propri ricordi di ex operaio della Manifattura tabacchi il significato dell’«importante e doverosa celebrazione, pensando alle tante giovani ragazze che, come mia madre, scendevano dai paesi di montagna, a piedi, per recarsi al lavoro, ore di cammino, anche per tornare a casa la sera, ogni giorno». Un flash particolare anche per «l’amico e fuochista, Lino Cescotti, oggi il decano dei rimasti che, in tempo di guerra, faceva spola, in bicicletta, malgrado il pericolo degli aerei che funestavano tutta la valle dell’Adige, da Rovereto a Verona, di notte, d’inverno, munito di lasciapassare, per portare documenti importanti dalla nostra manifattura alla direzione generale che era a Verona». «La gratitudine è la memoria del cuore» ha sottolineato Armando Aste che, augura a Manifattura Domani «un futuro fruttuoso, ma non dobbiamo dimenticare gli insegnamenti e le esperienze che vengono da passato, perché sarebbe come disconoscere le nostre origini e la tenacia delle precedenti generazioni». La festa è poi proseguita all’interno della Manifattura, dove sono state distribuite copie del libro “La Zigherana”, erano esposti i bozzetti delle opere “scartate” e si poteva acquistare l’annullo filatelico speciale. da TRENTINOCORRIEREALPI.GELOCAL.IT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Tolti i veli alla statua che celebra le zigherane</strong></em><br />
<em><strong>Folla ieri mattina a Borgo Sacco. Cossali: «Monumento con finalità civiche» Armando Aste: «Una doverosa celebrazione pensando a tutte le giovani madri»</strong></em></p>
<p>di <strong>Nicola Filippi</strong></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/zigherane_statua_ferro_battuto.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7339" title="zigherane_statua_ferro_battuto" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/zigherane_statua_ferro_battuto-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Testa china, avvolta in un fazzoletto di cotone, mani veloci ed esperte sulla foglia di tabacco, sopra un tavolo di legno. Ecco la trasfigurazione in ferro battuto della zigherana (o sigaraia) che Livio Conta, l’artista di Monclassico, ha sintetizzato dell’epoca della Manifattura tabacchi. La statua scelta dal comitato promotore (presieduto dall’alpinista Armando Aste), benedetta ieri mattina da don Pietro Franco, sul sagrato davanti alla chiesa della Trinità, a Borgo Sacco, celebra «un atto quotidiano» di migliaia di zigherane, ricorda la trasformazione della città e della Vallagarina da zona agricola in polo industriale. Il monumento è stato scoperto ieri mattina davanti ad un folto pubblico. Tante le autorità politiche presenti, dal senatore Molinari all’assessore provinciale all’industria Olivi, dal presidente di “Manifattura Domani” Salvatori al presidente della Comunità di valle Bisoffi, al “padrone di casa” il sindaco Miorandi con il vicesindaco Daicampi, a testimonianza della «finalità civica di uno dei pochi nuovi monumenti storici» della Vallagarina, ha rimarcato il critico Mario Cossali.</p>
<p>Armando Aste, presidente del comitato promotore del monumento, ha attinto dal bagaglio dei propri ricordi di ex operaio della Manifattura tabacchi il significato dell’«importante e doverosa celebrazione, pensando alle tante giovani ragazze che, come mia madre, scendevano dai paesi di montagna, a piedi, per recarsi al lavoro, ore di cammino, anche per tornare a casa la sera, ogni giorno». Un flash particolare anche per «l’amico e fuochista, Lino Cescotti, oggi il decano dei rimasti che, in tempo di guerra, faceva spola, in bicicletta, malgrado il pericolo degli aerei che funestavano tutta la valle dell’Adige, da Rovereto a Verona, di notte, d’inverno, munito di lasciapassare, per portare documenti importanti dalla nostra manifattura alla direzione generale che era a Verona».</p>
<p>«La gratitudine è la memoria del cuore» ha sottolineato Armando Aste che, augura a Manifattura Domani «un futuro fruttuoso, ma non dobbiamo dimenticare gli insegnamenti e le esperienze che vengono da passato, perché sarebbe come disconoscere le nostre origini e la tenacia delle precedenti generazioni». La festa è poi proseguita all’interno della Manifattura, dove sono state distribuite copie del libro “La Zigherana”, erano esposti i bozzetti delle opere “scartate” e si poteva acquistare l’annullo filatelico speciale.</p>
<p>da <a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/05/14/news/tolti-i-veli-alla-statua-che-celebra-le-zigherane-1.4511244"><strong>TRENTINOCORRIEREALPI.GELOCAL.IT</strong></a></p>
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		<title>&#8220;A Ferro e Fuoco&#8221; : Festa dell&#8217;artigianato, della forgiatura del ferro battutoa Calci</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;A ferro e fuoco&#8221; Festa del ferro battuto e artigianato Calci 19-20 maggio 2012 La Calci, con il patrocinio del Comune di Calci, organizza: &#8220;A Ferro e Fuoco&#8221; una Festa dell&#8217;artigianato, della forgiatura del ferro. Di fronte al Palazzo Comunale, i fabbri forgeranno il ferro che darà vita ad un&#8217;opera comune con ferro e vetro. Sabato 19 maggio: ore 9.30 &#8220;I Megaliti della Ripaia&#8221; ritrovo e partenza parcheggio della Certosa, lato via della Certosa. passeggiata gratuita passando negli Omberaldi, Montemagno, Venezia di Montemagno, la Ripaia, la via Butese, Venezia di Rezzano, Certosa. a cura degli Amici di Geppe ore 10.00 inizio della forgiatura del ferro ore 12.00 apertura Osteria del Fabbro (12.00-22.00) ore 14.00 inizio &#8220;Mostra Mercato Artigianale Mestierando&#8221; e di &#8220;Soffitte in Piazza&#8221; ore 15.00 passeggiata &#8220;Seguendo i corsi d&#8217;acqua verso Caprona&#8221; ritrovo e partenza Calci.it via Roma 9. costo 5,00€ a persona, 3,00€ per i residenti. gratis per i ragazzi sotto i 14 anni. a cura di Guide in Pisa e Calci.it. ore 16.00 Palazzo Comunale, presentazione dell&#8217;elaborato dei ragazzi della Scuola Media di Calci, inerente al Trofeo Rainaldi. a cura dell&#8217;Associazione Nazionale degli Alpini, sez. Pisa-Lucca-Livorno ore 17.00 Palazzo Comunale, inaugurazione della mostra itinerante &#8220;Cavour e il suo tempo&#8221;. a cura del Comune di Calci, Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour, Biblioteca Universitaria, Amici dei Musei e Monumenti Pisani, Fondazione Camillo Cavour ore 19.30 fine della forgiatura ore 21.30 ripresa della forgiatura dalle 21.30 alle 24.00 presso il parcheggio camper in via Brogiotti: Osservazione astronomica e proiezione diapositive per la lotta contro le leucodistrofie. a cura dell&#8217;Associazione Europea contro le leucodistrofie. info: 3289220295 cecchini.marco@gmail.com Domenica 20 maggio: ore 9.30 inaugurazione del monumento in memoria dei Garibaldini Calcesani. Piazza Ermenegildo Santoni loc. Val di Vico continua da PISATODAY.IT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8220;A ferro e fuoco&#8221; Festa del ferro battuto e artigianato Calci 19-20 maggio 2012</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_calci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7341" title="ferro_battuto_calci" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_calci-300x286.jpg" alt="" width="300" height="286" /></a>La Calci, con il patrocinio del Comune di Calci, organizza: &#8220;A Ferro e Fuoco&#8221; una Festa dell&#8217;artigianato, della forgiatura del ferro. Di fronte al Palazzo Comunale, i fabbri forgeranno il ferro che darà vita ad un&#8217;opera comune con ferro e vetro.</p>
<p>Sabato 19 maggio: ore 9.30 &#8220;I Megaliti della Ripaia&#8221; ritrovo e partenza parcheggio della Certosa, lato via della Certosa. passeggiata gratuita passando negli Omberaldi, Montemagno, Venezia di Montemagno, la Ripaia, la via Butese, Venezia di Rezzano, Certosa. a cura degli Amici di Geppe<br />
ore 10.00 inizio della forgiatura del ferro<br />
ore 12.00 apertura Osteria del Fabbro (12.00-22.00)<br />
ore 14.00 inizio &#8220;Mostra Mercato Artigianale Mestierando&#8221; e di &#8220;Soffitte in Piazza&#8221;<br />
ore 15.00 passeggiata &#8220;Seguendo i corsi d&#8217;acqua verso Caprona&#8221; ritrovo e partenza Calci.it via Roma 9. costo 5,00€ a persona, 3,00€ per i residenti. gratis per i ragazzi sotto i 14 anni. a cura di Guide in Pisa e Calci.it.<br />
ore 16.00 Palazzo Comunale, presentazione dell&#8217;elaborato dei ragazzi della Scuola Media di Calci, inerente al Trofeo Rainaldi. a cura dell&#8217;Associazione Nazionale degli Alpini, sez. Pisa-Lucca-Livorno<br />
ore 17.00 Palazzo Comunale, inaugurazione della mostra itinerante &#8220;Cavour e il suo tempo&#8221;. a cura del Comune di Calci, Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour, Biblioteca Universitaria, Amici dei Musei e Monumenti Pisani, Fondazione Camillo Cavour<br />
ore 19.30 fine della forgiatura<br />
ore 21.30 ripresa della forgiatura<br />
dalle 21.30 alle 24.00 presso il parcheggio camper in via Brogiotti: Osservazione astronomica e proiezione diapositive per la lotta contro le leucodistrofie. a cura dell&#8217;Associazione Europea contro le leucodistrofie. info: 3289220295 cecchini.marco@gmail.com</p>
<p>Domenica 20 maggio: ore 9.30 inaugurazione del monumento in memoria dei Garibaldini Calcesani. Piazza Ermenegildo Santoni loc. Val di Vico</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>continua</strong></span></p>
<p>da <a href="http://www.pisatoday.it/eventi/fiere/a-ferro-e-fuoco-festa-ferro-battuto-artigianato-calci-19-20-maggio-2012.html"><strong>PISATODAY.IT</strong></a></p>
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		<title>I soffitti in ferro battuto del Grand Palais e Daniel Buren per Monumenta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Daniel Buren per Monumenta Excentrique(s) di Daniel Buren, un caleidoscopio di 377 cerchi per la Monumenta 2012 al Grand Palais di Parigi È una vera sfida creare un&#8217;opera d&#8217;arte monumentale che possa integrarsi perfettamente nell’immenso interno del Grand Palais (13,500 mq), i cui soffitti in ferro battuto e vetro s’innalzano fino a 45 metri di altezza. Dopo il successo ottenuto con Leviathan di Anish Kapoor, (che ha attirato 280.000 visitatori in appena un mese e mezzo), l&#8217;artista francese Daniel Buren (1938), inaugura la quinta edizione di Monumenta. Dal 10 maggio al 21 giugno Buren ci invita a scoprire i suoi giochi di luce e di colore, e a riflettere mentre si passeggia attraverso l’opera che ha creato, e che ha battezzato Excentrique(s) -. Una sorta di fitta foresta costituita da numerosi cerchi metallici di diverse dimensioni, con tele di plastica trasparente blu, gialle, arancioni o verdi, montati su sottili pilastri bianchi e neri nella gran navata del Grand Palais. L&#8217;opera cattura progressivamente la luce proveniente dalla cupola. Se il tempo è grigio o piovoso il pavimento, i visitatori, e tutto l&#8217;ambiente si trasforma in color pastello. Un raggio di sole basta a trasformare i colori in toni brillanti e vivaci. Al centro dello spazio, in una radura di 900 metri, quindici specchi installati a terra, catturano la luce e riflettono il cielo, e frammenti dei cerchi colorati. Più in la, un ristorante con mobili semi circolari disegnati dall&#8217;artista, e una biblioteca con cataloghi e libri d&#8217;arte fanno tutti parte dell’opera. Mentre si esplora ulteriormente Excentrique(s), i nomi dei quattro colori scelti da Buren, sono continuamente sussurrati in 37 lingue (in berbero, Swahili, serbo&#8230;), attraverso altoparlanti che catturano l&#8217;attenzione del visitatore. Di notte, il lavoro diventa più misterioso. Potenti fari spazzano lo spazio e l’opera dando allo spettatore una percezione totalmente diversa. Buren ha imposto che l&#8217;ingresso della mostra fosse situato accanto alla stazione metropolitana dei Champs Elysées. In questo modo si entra attraverso un corridoio poco illuminato che conduce alla navata, così si é gradualmente accolti dai colori e dalla luce quasi accecanti. Buren ha voluto usare il cerchio, (spesso presente nella sua opera), quando si è reso conto che tutto tranne la facciata neoclassica del Grand Palais, è stato costruito sulla forma di un cerchio. &#8220;Quando l&#8217;architetto Patrick Bouchain (che ha collaborato al progetto) scoprì un disegno arabo del X secolo, che corrispondeva ad una formula matematica di come riempire il più grande spazio con cinque cerchi tangenti che variano di diametro, sapevo che avrei usato il cerchio come strumento visivo. Ho utilizzato in tutto 377 cerchi di 5 diametri diversi (dai 7 ai 32 metri), distribuiti su una superficie di oltre 6000 metri&#8221;, dice Buren. Quando chiesto perché ha scelto di chiamare il suo lavoro Excentrique(s) risponde: &#8220;Si può pensare ad un&#8217;esplosione di un cerchio, all’eccentricità&#8230; non voglio dare spiegazioni, lascio allo spettatore la libertà di trovare la propria interpretazione&#8221;. da VOGUE.IT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Daniel Buren per Monumenta</strong></em><br />
<em><strong>Excentrique(s) di Daniel Buren, un caleidoscopio di 377 cerchi per la Monumenta 2012 al Grand Palais di Parigi</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7292" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>È una vera sfida creare un&#8217;opera d&#8217;arte monumentale che possa integrarsi perfettamente nell’immenso interno del Grand Palais (13,500 mq), i cui soffitti in ferro battuto e vetro s’innalzano fino a 45 metri di altezza.</p>
<p>Dopo il successo ottenuto con Leviathan di Anish Kapoor, (che ha attirato 280.000 visitatori in appena un mese e mezzo), l&#8217;artista francese Daniel Buren (1938), inaugura la quinta edizione di Monumenta.</p>
<p>Dal 10 maggio al 21 giugno Buren ci invita a scoprire i suoi giochi di luce e di colore, e a riflettere mentre si passeggia attraverso l’opera che ha creato, e che ha battezzato Excentrique(s) -. Una sorta di fitta foresta costituita da numerosi cerchi metallici di diverse dimensioni, con tele di plastica trasparente blu, gialle, arancioni o verdi, montati su sottili pilastri bianchi e neri nella gran navata del Grand Palais.</p>
<p>L&#8217;opera cattura progressivamente la luce proveniente dalla cupola. Se il tempo è grigio o piovoso il pavimento, i visitatori, e tutto l&#8217;ambiente si trasforma in color pastello. Un raggio di sole basta a trasformare i colori in toni brillanti e vivaci. Al centro dello spazio, in una radura di 900 metri, quindici specchi installati a terra, catturano la luce e riflettono il cielo, e frammenti dei cerchi colorati. Più in la, un ristorante con mobili semi circolari disegnati dall&#8217;artista, e una biblioteca con cataloghi e libri d&#8217;arte fanno tutti parte dell’opera.</p>
<p>Mentre si esplora ulteriormente Excentrique(s), i nomi dei quattro colori scelti da Buren, sono continuamente sussurrati in 37 lingue (in berbero, Swahili, serbo&#8230;), attraverso altoparlanti che catturano l&#8217;attenzione del visitatore.</p>
<p>Di notte, il lavoro diventa più misterioso. Potenti fari spazzano lo spazio e l’opera dando allo spettatore una percezione totalmente diversa.</p>
<p>Buren ha imposto che l&#8217;ingresso della mostra fosse situato accanto alla stazione metropolitana dei Champs Elysées. In questo modo si entra attraverso un corridoio poco illuminato che conduce alla navata, così si é gradualmente accolti dai colori e dalla luce quasi accecanti.</p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7293" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta2" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Buren ha voluto usare il cerchio, (spesso presente nella sua opera), quando si è reso conto che tutto tranne la facciata neoclassica del Grand Palais, è stato costruito sulla forma di un cerchio.</p>
<p>&#8220;Quando l&#8217;architetto Patrick Bouchain (che ha collaborato al progetto) scoprì un disegno arabo del X secolo, che corrispondeva ad una formula matematica di come riempire il più grande spazio con cinque cerchi tangenti che variano di diametro, sapevo che avrei usato il cerchio come strumento visivo. Ho utilizzato in tutto 377 cerchi di 5 diametri diversi (dai 7 ai 32 metri), distribuiti su una superficie di oltre 6000 metri&#8221;, dice Buren.</p>
<p>Quando chiesto perché ha scelto di chiamare il suo lavoro Excentrique(s) risponde: &#8220;Si può pensare ad un&#8217;esplosione di un cerchio, all’eccentricità&#8230; non voglio dare spiegazioni, lascio allo spettatore la libertà di trovare la propria interpretazione&#8221;.</p>
<p>da <a href="http://www.vogue.it/people-are-talking-about/vogue-arts/2012/05/daniel-buren-per-monumenta"><strong>VOGUE.IT</strong></a></p>
<p><a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-daniel-buren-monumenta/ferro_battuto_daniel_buren_monumenta/' title='ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-daniel-buren-monumenta/ferro_battuto_daniel_buren_monumenta2/' title='ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta2'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta2" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta2" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-daniel-buren-monumenta/ferro_battuto_daniel_buren_monumenta3/' title='ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta3'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta3" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta3" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-daniel-buren-monumenta/ferro_battuto_daniel_buren_monumenta4/' title='ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta4'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta4" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta4" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-daniel-buren-monumenta/ferro_battuto_daniel_buren_monumenta5/' title='ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta5'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta5" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta5" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-daniel-buren-monumenta/ferro_battuto_daniel_buren_monumenta6/' title='ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta6'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta6" title="ferro_battuto_Daniel_Buren_Monumenta6" /></a></p>
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		<title>Nuova balaustra in ferro battuto per il Ponte San Panfilo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.ferrobattuto.net/?p=7300</guid>
		<description><![CDATA[Ponte San Panfilo, finiti i lavori: si circola su entrambi i sensi di marcia Taglio del nastro questa mattina e riapertura al transito nei due sensi di marcia per il ponte San Panfilo, dopo quattro mesi di lavori (iniziati il 9 gennaio scorso). Circa 500mila euro il costo degli interventi complessivi, partiti nei mesi scorsi con la realizzazione delle due rotatorie al termine dell’arteria stradale, quella su viale Repubblica (dove è stato piantumato di recente un albero) e quella su viale della Stazione. I lavori al ponte hanno riguardato la realizzazione di una nuova balaustra in ferro battuto, che è andata a sostituire quella più bassa in muratura (rotta più volte da auto finite fuori strada) e la creazione di un vistoso guard rail in legno (con rinforzi interni in ferro) per delimitare il percorso pedonale sui due lati, definito da un camminamento in rosso. Da completare gli attraversamenti pedonali, le isole spartitraffico e gli scivoli per passeggini e sedie a rotelle. “Abbiamo riaperto una delle principali arterie della città – ha detto il sindaco Fabio Federico durante l’inaugurazione – si tratta di un anno, questo, in cui molti saranno i tagli dei nastri in città”. Soddisfatti anche l’assessore ai LavorImmagine attivai pubblici Nicola Guerra, il presidente del consiglio comunale Nicola Angelucci, il comandante della polizia municipale Antonio Litigante, i progettisti e i titolari della ditta che hanno eseguito i lavori. Iniziati da questa mattina anche quelli sulla villetta adiacente Porta Pacentrana, tolti tutti gli alberi, tranne il grosso pino, che saranno ripiantati dopo gli interventi, che dovrebbero terminare in cinque mesi. da RETE5.TV]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ponte San Panfilo, finiti i lavori: si circola su entrambi i sensi di marcia</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ponte_san_panfilo_balaustra_ferro_battuto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7306" title="ponte_san_panfilo_balaustra_ferro_battuto" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ponte_san_panfilo_balaustra_ferro_battuto.jpg" alt="" width="251" height="201" /></a>Taglio del nastro questa mattina e riapertura al transito nei due sensi di marcia per il ponte San Panfilo, dopo quattro mesi di lavori (iniziati il 9 gennaio scorso).</p>
<p>Circa 500mila euro il costo degli interventi complessivi, partiti nei mesi scorsi con la realizzazione delle due rotatorie al termine dell’arteria stradale, quella su viale Repubblica (dove è stato piantumato di recente un albero) e quella su viale della Stazione.</p>
<p>I lavori al ponte hanno riguardato la realizzazione di una nuova balaustra in ferro battuto, che è andata a sostituire quella più bassa in muratura (rotta più volte da auto finite fuori strada) e la creazione di un vistoso guard rail in legno (con rinforzi interni in ferro) per delimitare il percorso pedonale sui due lati, definito da un camminamento in rosso. Da completare gli attraversamenti pedonali, le isole spartitraffico e gli scivoli per passeggini e sedie a rotelle.</p>
<p>“Abbiamo riaperto una delle principali arterie della città – ha detto il sindaco Fabio Federico durante l’inaugurazione – si tratta di un anno, questo, in cui molti saranno i tagli dei nastri in città”.</p>
<p>Soddisfatti anche l’assessore ai LavorImmagine attivai pubblici Nicola Guerra, il presidente del consiglio comunale Nicola Angelucci, il comandante della polizia municipale Antonio Litigante, i progettisti e i titolari della ditta che hanno eseguito i lavori.</p>
<p>Iniziati da questa mattina anche quelli sulla villetta adiacente Porta Pacentrana, tolti tutti gli alberi, tranne il grosso pino, che saranno ripiantati dopo gli interventi, che dovrebbero terminare in cinque mesi.</p>
<p>da <a href="http://www.rete5.tv/index.php?option=com_content&amp;Itemid=2&amp;task=view&amp;id=26243"><strong>RETE5.TV</strong></a></p>
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		<title>Artigianato in ferro battuto a &#8220;Camucia in fiera&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 09:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ferro battuto]]></category>
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		<description><![CDATA[Torna Camucia in Fiera Sarà una giornata di festa con i negozi aperti e numerose iniziative quella in programma domenica prossima a Camucia. Prodotti tipici gastronomici, dolciumi, abbigliamento, calzature, artigianato, fiori, piante e numerosi espositori, sono i protagonisti di &#8220;Camucia in fiera&#8221; l&#8217;iniziativa promossa da Confesercenti e organizzata dal Consorzio Promo Commercio, con il patrocinio del Comune di Cortona. L&#8217;originale fiera promozionale giunta alla settima edizione è in programma per domenica 13 maggio a Camucia. Dopo il successo delle precedenti edizioni, anche quest&#8217;anno la manifestazione prevede una qualificata partecipazione dei florovivasti e la presenza dei prodotti dell&#8217;artigianato artistico con ceramiche, terrecotte, vimini e ferro battuto. Non mancherà l&#8217;abbigliamento, le calzature e la biancheria e i casalinghi. E per le mamme che durante la giornata faranno acquisti in occasione della loro festa ci sarà un bellissimo omaggio floreale. Per strada anche artisti che si esibiranno in spettacoli itineranti rallegrando i visitatori. In Piazza Sergardi e nel tratto iniziale di Via Lauretana ci sarà anche un&#8217;area interamente dedicata al settore alimentare dove gli ambulanti esporranno sia prodotti locali sia la gastronomia tipica di altre regioni italiane. &#8220;L&#8217;appuntamento con &#8216;Camucia in fiera&#8217; &#8211; ha dichiarato Lucio Gori, responsabile dell&#8217;Anva Confesercenti di Arezzo &#8211; è un evento atteso ed importante per Camucia. Un&#8217;iniziativa promossa da Confesercenti sia per le attività ambulanti sia per quelle su sede fissa di Camucia. Un evento importante per l&#8217;intero territorio comunale sia dal punto di vista commerciale per le attività ambulanti e quelle in sede fissa, ma anche di attrazione per le famiglie che potranno vivere piacevoli momenti animando Camucia ed il suo centro commerciale naturale&#8221;. &#8220;Anche quest&#8217;anno – ha sottolineato Alessia Cappanni, presidente del Consorzio Promo Commercio – la fiera di Camucia lascia largo spazio ai florovivaisti, alle produzioni artigiane, alla gastronomia e alle opere dell&#8217;ingegno creativo; in poche parole c&#8217;è posto anche per quegli espositori che raramente trovano spazio nelle normali edizioni del mercato settimanale.&#8221; da VALDICHIANAOGGI.IT]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Torna Camucia in Fiera</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Camucia_fiera.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7264" title="ferro_battuto_Camucia_fiera" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Camucia_fiera-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a>Sarà una giornata di festa con i negozi aperti e numerose iniziative quella in programma domenica prossima a Camucia. Prodotti tipici gastronomici, dolciumi, abbigliamento, calzature, artigianato, fiori, piante e numerosi espositori, sono i protagonisti di &#8220;Camucia in fiera&#8221; l&#8217;iniziativa promossa da Confesercenti e organizzata dal Consorzio Promo Commercio, con il patrocinio del Comune di Cortona.</p>
<p>L&#8217;originale fiera promozionale giunta alla settima edizione è in programma per domenica 13 maggio a Camucia. Dopo il successo delle precedenti edizioni, anche quest&#8217;anno la manifestazione prevede una qualificata partecipazione dei florovivasti e la presenza dei prodotti dell&#8217;artigianato artistico con ceramiche, terrecotte, vimini e ferro battuto. Non mancherà l&#8217;abbigliamento, le calzature e la biancheria e i casalinghi. E per le mamme che durante la giornata faranno acquisti in occasione della loro festa ci sarà un bellissimo omaggio floreale. Per strada anche artisti che si esibiranno in spettacoli itineranti rallegrando i visitatori.</p>
<p>In Piazza Sergardi e nel tratto iniziale di Via Lauretana ci sarà anche un&#8217;area interamente dedicata al settore alimentare dove gli ambulanti esporranno sia prodotti locali sia la gastronomia tipica di altre regioni italiane.</p>
<p>&#8220;L&#8217;appuntamento con &#8216;Camucia in fiera&#8217; &#8211; ha dichiarato Lucio Gori, responsabile dell&#8217;Anva Confesercenti di Arezzo &#8211; è un evento atteso ed importante per Camucia. Un&#8217;iniziativa promossa da Confesercenti sia per le attività ambulanti sia per quelle su sede fissa di Camucia.</p>
<p>Un evento importante per l&#8217;intero territorio comunale sia dal punto di vista commerciale per le attività ambulanti e quelle in sede fissa, ma anche di attrazione per le famiglie che potranno vivere piacevoli momenti animando Camucia ed il suo centro commerciale naturale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Anche quest&#8217;anno – ha sottolineato Alessia Cappanni, presidente del Consorzio Promo Commercio – la fiera di Camucia lascia largo spazio ai florovivaisti, alle produzioni artigiane, alla gastronomia e alle opere dell&#8217;ingegno creativo; in poche parole c&#8217;è posto anche per quegli espositori che raramente trovano spazio nelle normali edizioni del mercato settimanale.&#8221;</p>
<p>da <a href="http://www.valdichianaoggi.it/comunicati/enti-e-associazioni/torna-camucia-in-fiera-7107388.html"><strong>VALDICHIANAOGGI.IT</strong></a></p>
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		<title>Reggia di Caserta : ferro battuto per la mostra &#8220;Cavalieri e oltre&#8221; di Riccardo Dalisi</title>
		<link>http://www.ferrobattuto.net/reggia-di-caserta-ferro-battuto-mostra-riccardo-dalisi/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ferro battuto]]></category>
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		<description><![CDATA[Mostre: nella Reggia di Caserta rassegna dedicata a Riccardo Dalisi &#8216;Cavalieri e oltre&#8217; è il titolo della mostra dedicata alle opere di Riccardo Dalisi, architetto, designer, artista di livello internazionale, che si aprirà il 16 maggio prossimo alla Reggia di Caserta, nel nuovo spazio, denominato Reali Cavallerizze, adiacente la facciata est del Palazzo Reale, che si apre per la prima volta dopo una lunga fase di restauri con fondi europei regionali (POR 2000-2006), e realizzato proprio per essere sede di mostre ed installazioni di arte contemporanea. Le area espositive costituiscono uno dei nuclei più antichi delle pertinenze della Reggia in quanto parte integrante del cinquecentesco Palazzo dei Principi di Acquaviva (l&#8217;odierno Palazzo della Prefettura), e furono rilevate da Carlo di Borbone nel 1749. Durante il periodo borbonico furono utilizzate come scuderie, rimesse per carrozze, magazzini ed alloggi per gli stallieri e gli addetti ai servizi, bottega del maniscalco, sellerie, maneggi. L&#8217;esposizione è curata dalla Soprintendenza di Caserta e Benevento con la collaborazione di Civita Musea; in mostra una serie di oggetti realizzati con rame, ferro battuto, latta oltre che disegni autografi dell&#8217;artista nato a Potenza ma residente da sempre a Napoli. Tema ricorrente nelle opere la celebrazione del numero &#8220;due&#8221;, del dualismo come concetto base di ogni entità, di ogni significato. da NTR24.TV]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Mostre: nella Reggia di Caserta rassegna dedicata a Riccardo Dalisi</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Riccardo_Dalisi_mostra_cavalieri_oltre.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7269" title="ferro_battuto_Riccardo_Dalisi_mostra_cavalieri_oltre" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_Riccardo_Dalisi_mostra_cavalieri_oltre-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>&#8216;Cavalieri e oltre&#8217; è il titolo della mostra dedicata alle opere di Riccardo Dalisi, architetto, designer, artista di livello internazionale, che si aprirà il 16 maggio prossimo alla Reggia di Caserta, nel nuovo spazio, denominato Reali Cavallerizze, adiacente la facciata est del Palazzo Reale, che si apre per la prima volta dopo una lunga fase di restauri con fondi europei regionali (POR 2000-2006), e realizzato proprio per essere sede di mostre ed installazioni di arte contemporanea.</p>
<p>Le area espositive costituiscono uno dei nuclei più antichi delle pertinenze della Reggia in quanto parte integrante del cinquecentesco Palazzo dei Principi di Acquaviva (l&#8217;odierno Palazzo della Prefettura), e furono rilevate da Carlo di Borbone nel 1749. Durante il periodo borbonico furono utilizzate come scuderie, rimesse per carrozze, magazzini ed alloggi per gli stallieri e gli addetti ai servizi, bottega del maniscalco, sellerie, maneggi.</p>
<p>L&#8217;esposizione è curata dalla Soprintendenza di Caserta e Benevento con la collaborazione di Civita Musea; in mostra una serie di oggetti realizzati con rame, ferro battuto, latta oltre che disegni autografi dell&#8217;artista nato a Potenza ma residente da sempre a Napoli. Tema ricorrente nelle opere la celebrazione del numero &#8220;due&#8221;, del dualismo come concetto base di ogni entità, di ogni significato.</p>
<p>da <a href="http://www.ntr24.tv/it/news/31390"><strong>NTR24.TV</strong></a></p>
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		<title>Ferro Battuto : la collezione Gonzato Design di Ind.i.a.</title>
		<link>http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-collezione-gonzato-design-di-ind-i-a/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ferro battuto, Ind.i.a. lancia la collezione Gonzato Design Un esempio della nuovissima gamma di cancelli, recinzioni e parapetti preassemblati in ferro battuto, con alcuni particolari forgiati a mano, che va ad arricchire la collezione Gonzato Design di Ind.i.a. Prodotti “chiavi in mano”, che lasciano al fabbro o all’impresa edile l’unico compito di installarli, caratterizzati da fattura artigianale e motivi che spaziano da suggestioni liberty a moderni temi geometrici, con una cura del particolare lontana dai prefabbricati standard a basso prezzo. Tra le novità della collezione Gonzato Design alcuni componenti come l’Art. GD282/2 per realizzare con semplicità anche suggestive ringhiere decorative di balconi. da  GUIDAFINESTRA.IT &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ferro battuto, Ind.i.a. lancia la collezione Gonzato Design</strong></em></p>
<p><a href="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_india_gonzato_design.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7277" title="ferro_battuto_india_gonzato_design" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_india_gonzato_design-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Un esempio della nuovissima gamma di cancelli, recinzioni e parapetti preassemblati in ferro battuto, con alcuni particolari forgiati a mano, che va ad arricchire la collezione Gonzato Design di Ind.i.a.</p>
<p>Prodotti “chiavi in mano”, che lasciano al fabbro o all’impresa edile l’unico compito di installarli, caratterizzati da fattura artigianale e motivi che spaziano da suggestioni liberty a moderni temi geometrici, con una cura del particolare lontana dai prefabbricati standard a basso prezzo.</p>
<p>Tra le novità della collezione Gonzato Design alcuni componenti come l’Art. GD282/2 per realizzare con semplicità anche suggestive ringhiere decorative di balconi.</p>
<p>da  <a href="http://www.guidafinestra.it/temi/Prodotti_e_Tecnologia/news/Ferro_battuto_India_lancia_la_collezione__11052012.aspx"><strong>GUIDAFINESTRA.IT</strong></a></p>
<p><a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-collezione-gonzato-design-di-ind-i-a/ferro_battuto_india_gonzato_design4/' title='ferro_battuto_india_gonzato_design4'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_india_gonzato_design4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_india_gonzato_design4" title="ferro_battuto_india_gonzato_design4" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-collezione-gonzato-design-di-ind-i-a/ferro_battuto_india_gonzato_design3/' title='ferro_battuto_india_gonzato_design3'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_india_gonzato_design3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_india_gonzato_design3" title="ferro_battuto_india_gonzato_design3" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-collezione-gonzato-design-di-ind-i-a/ferro_battuto_india_gonzato_design2/' title='ferro_battuto_india_gonzato_design2'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_india_gonzato_design2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_india_gonzato_design2" title="ferro_battuto_india_gonzato_design2" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-collezione-gonzato-design-di-ind-i-a/ferro_battuto_india_gonzato_design1/' title='ferro_battuto_india_gonzato_design1'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_india_gonzato_design1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_india_gonzato_design1" title="ferro_battuto_india_gonzato_design1" /></a><br />
<a href='http://www.ferrobattuto.net/ferro-battuto-collezione-gonzato-design-di-ind-i-a/ferro_battuto_india_gonzato_design/' title='ferro_battuto_india_gonzato_design'><img width="150" height="150" src="http://www.ferrobattuto.net/wp-content/uploads/2012/05/ferro_battuto_india_gonzato_design-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ferro_battuto_india_gonzato_design" title="ferro_battuto_india_gonzato_design" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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