Letto in ferro battuto per una cadente casa Burchi
Un cumulo di sassi e tetti sfondati. Anche casa Burchi cade a pezzi. Magrignana, il borgo fantasma che ritorna a vivere ogni estate. Pievepelago, Guerri ricorda gli anni nel borgo di pastori e contadini
di Milena Vanoni
Segni di una nuova vita a vocazione turistica a Sant’Antonio di Riccovolto Viaggio nei borghi dimenticati, tra case fantasma e campanili
Quattro case di pietra dal tetto sfondato. Una porta socchiusa sul vuoto spettrale di una piccola stanza. E all’interno, ancora un vecchio letto matrimoniale, in ferro battuto, inclinato sopra un pavimento di travi di legno che stanno a poco a poco cedendo. Uno squarcio nella parete pericolante, là dove un tempo c’era una finestra, con architravi di sasso, infissi di legno e vetri lucenti.
Lo scenario di un borgo fantasma sembra ripetersi uguale in ogni angolo d’Appennino che ancora ne conserva uno, nascosto nel bosco. Eppure ogni paese abbandonato ha la sua storia particolare, gelosamente nascosta. Molte, troppe, sono ormai dimenticate, seppellite sotto cumuli di macerie che nessuno rimuoverà più. Ma ancora qualcuna resiste, magari nei ricordi di un uomo che in quello splendido borgo, oggi divenuto fantasma, ha realmente vissuto.
Domenico Guerri, 73 anni di Roccapelago, nel comune di Pievepelago, nella borgata di Casa Burchi, alle pendici del monte Rocca, ha abitato lì dal 1952 alla fine degli anni Sessanta.
«Era un borgo di pastori e contadini — ricorda Domenico — quattro famiglie in tutto. Quando siamo arrivati noi, le altre case si erano già spopolate, e rimanevano vuote per la gran parte dell’anno. Solo in estate, nei primi anni, qualche famiglia di pastori tornava a farsi vedere, per portare le pecore al pascolo». Una vita dura, quella di allora, soprattutto per le genti di montagna, abituate a spostarsi a piedi, ai lavori pesanti, e al ritmo serrato delle stagioni.
«A quei tempi eravamo collegati al paese più vicino soltanto da una mulattiera, transitabile a piedi o con gli animali», racconta il signor Guerri. «Non avevamo macchine», sorride. «Era un sentiero d’alta quota, d’inverno era complicatissimo percorrerlo. Si doveva tracciare la neve. Una fatica. Quando nevicava rimanevamo isolati lassù per giorni interi, senza poterci spostare. Altrimenti scendevamo il lunedì, giorno del mercato in paese, per fare provviste per l’intera settimana. Ci volevano due ore a raggiungere Pievepelago», prosegue.
Per i bambini c’era la scuola, e naturalmente si andava a piedi. Un’ora era il tempo necessario per arrivare alle elementari della frazione di Rocca. «La mia famiglia decise di trasferirsi a Casa Burchi, perché avevamo bisogno di pascoli estesi per il bestiame. Poi, le difficoltà crescenti ci hanno spinto a scendere più a valle».
Della durezza di quegli anni, rimane oggi il ricordo dei buoni rapporti con le famiglie vicine, degli aiuti e della solidarietà, pur nella miseria. E al posto del forte attaccamento per la propria montagna, resta un progressivo spopolamento, simboleggiato da un borgo abbandonato che cade a pezzi.
Gemellaggio tra Firenze e Santa Clara in California : dal ferro battuto alla ceramica
Dal ferro battuto alla ceramica. L’eccellenza fiorentina in USA
Dal 4 al 10 maggio la Provincia di Firenze celebra il legame con la contea di Santa Clara
In occasione del 25° anniversario del gemellaggio tra la Provincia di Firenze e la Contea di Santa Clara in California parte oggi per gli Stati Uniti una delegazione fiorentina con lo scopo di rinnovare le collaborazioni e promuovere le eccellenze della nostra provincia Oltre al Presidente Andrea Barducci, prendono parte alla visita: il Presidente del Consiglio provinciale, David Ermini, il Presidente della Commissione provinciale Gemellaggi, Giuseppe Carovani, e i Consiglieri Sara Biagiotti e Erica Franchi. Si uniscono alla delegazione provinciale il Sindaco del Comune di Figline Valdarno, Riccardo Nocentini, e l’Assessore Daniele Raspini, che nel corso della visita firmeranno un patto di amicizia con la città di Milipitas sulla base di accordi intrapresi per lo scambio e lo sviluppo di entrambi i territori su interessi che spaziano dalla cultura, alla pubblica istruzione ed al turismo.
Partecipa al viaggio anche la Fondazione Artigianato Artistico di Firenze con la Direttrice Enrica Paoletti per sviluppare rapporti commerciali, prendere contatti con punti di e-commerce già interessati ai prodotti italiani e centri commerciali dove attivare nuovi punti vendita del made in Tuscany. La Fondazione prenderà parte anche a laboratori e workshop dove gli operatori porteranno la ricca esperienza didattica – per adulti e bambini – della tradizione artigiana toscana. Infine su richiesta della stessa Commissione Gemellaggi della contea di Santa Clara, accompagnano la delegazione anche due giovani studenti della Scuola di Musica di Fiesole: il pianista Edoardo Turbil e la violoncellista Miriam Prandi.
Avendo colpito positivamente gli amici californiani in occasione della loro visita a Firenze, i musicisti sono stati invitati a partecipare al viaggio istituzionale nel corso del quale, oltre a far visita ad alcuni istituti scolastici come il Beethoven Center presso l’Università di San Josè, si esibiranno in ben tre concerti presso università e associazioni culturali presenti in California. La celebrazione del gemellaggio firmato nel 1986 dalla Provincia di Firenze e la contea di Santa Clara avrà come evento clou il “Medici Masked Ball”, una speciale soirée per festeggiare i lunghi anni di amicizia e rinnovare i rapporti e le collaborazioni.
La Provincia sarà inoltre ospitata ad un’asta di beneficienza, alla quale parteciperà con tre manufatti forniti dalla Fondazione Artigianato Artistico di Firenze, selezionati in base alle richieste estere e alla tipicità rappresentativa del territorio fiorentino: un bassorilievo in ceramica in stile robbiano, un centro tavola in ferrobattuto e un cofanetto in pelle. La visita prosegue con incontri istituzionali a Sacramento, presentazioni dei sistemi commerciali e dello sviluppo economico californiano, incontri presso centri commerciali e università a Stanford, appuntamenti nel corso dei quali sarà rafforzata l’amicizia grazie a proposte e nuove idee per collaborazioni future.
da INTOSCANA.IT
Gigli in ferro battuto simbolo : “Il giglio dell’Aquila – sisma 06 aprile 2009: memoria del passato e speranza del futuro”
“Il giglio dell’Aquila”, il libro che ricorda il sisma del 2009presentato ad Archi
“Il giglio dell’Aquila – sisma 06 aprile 2009: memoria del passato e speranza del futuro”. Questo il titolo del libro presentato ad Archi nel corso dell’evento allestito dal Gruppo comunale volontari di Protezione Civile Archi Abruzzo Onlus, con l’ausilio di don Nicola Fioriti, parroco del paese e con il patrocinio del Comune.
Il volume, le cui premesse ed introduzione sono a cura di Gianni Letta, Giustino Parisse e Bruno Vespa, è un insieme di racconti per non dimenticare le tante storie di vita legate al terremoto, scritte dai dipendenti della sede di L’Aquila della Transcom Spa, multinazionale di servizi di call-center. Il titolo è significativo, richiama i gigli in ferro battuto impressi sulla parete esterna di alcuni palazzi dell’Aquila, legati alla storia della città ed in particolare al terremoto del 1703. I fiori furono posizionati sui muri che quel sisma non riuscì a far crollare. Da essi gli aquilani ripartirono per ricostruire la loro città.
Tra gli autori del libro presentato, Antonio Cicchini, ex presidente del Gruppo di Archi e Antonio Angelucci, responsabile del Gruppo per la sede di Bomba. Numerosi i riferimenti, nel volume, alle attività poste in essere dal Gruppo di Archi sia nelle fasi immediatamente successive al terremoto, sia nell’attuazione del progetto “Una goccia in mezzo al mare” che ha portato alla realizzazione ex novo, nel comune di Poggio Picenze, di un ambulatorio pediatrico affidato alla dottoressa Maria Righetti e intitolato a Ivana Lannutti, studentessa di ingegneria, vittima archese del sisma.
Ad illustrare l’iniziativa, svoltasi nella chiesa di Santa Maria dell’Olmo, Maria Teresa Letta, presidente della Croce Rossa Italiana, che nel corso del suo intervento ha sottolineato come ci sia un’evidente unità d’intenti tra la Croce Rossa Italiana e l’Associazione di Archi con sedi anche a Pietraferrazzana, Bomba e Perano, “che svolge disinteressatamente e con vero spirito di volontariato le attività di Protezione Civile”.
Dalla Transcom Spa erano presenti: Giuseppe Bertini, capo del personale, Lorena Marzolo, dirigente e Antonella Foresta, una delle due dipendenti, insieme a Giulia Cianini, ideatrici del progetto. C’erano inoltre Silvia Spinelli, sindaco di Archi, Antonio Cicchini, vicesindaco in qualità di moderatore, Eloisa Varrenti, vicepresidente del Gruppo, don Nicola Fioriti e Angelo Lannutti, padre di Ivana.
Alla presentazione del testo, la cui pubblicazione è stata patrocinata dal comune di Archi, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia dell’Aquila, da Confindustria L’Aquila, dalla Prefettura di Bari, dai comune di L’Aquila, di San Demetrio Ne’ Vestini, di Poggio Picenze, erano presenti tutte le massime autorità militari e civili del territorio (Comando Provinciale Carabinieri Chieti, Comando Compagnia Carabinieri Atessa, Comando Stazione Carabinieri Archi, Tenenza Guardia di Finanza Lanciano, Amministrazione Comunale Archi, Pietraferrazzana, Bomba, Perano, Carunchio, Protezione Civile Carunchio, Croce Rossa Pietraferrazzana).
Tanta commozione durante la lettura dei brani tratti dai racconti di Antonella Foresta, Lorena Marzolo, Giuseppe Bertini e Antonio Cicchini.
Il ricavato della vendita del libro finanzierà un progetto della Croce Rossa Italiana riguardante la realizzazione di spazi ludici per i bambini aquilani.
L’evento è stato anche l’occasione per la consegna degli Attestati di Pubblica Benemerenza (III classe- 1° fascia) rilasciati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Capo del Dipartimento della Protezione Civile – a 37 volontari del Gruppo comunale volontari di Protezione Civile Archi Abruzzo Onlus, sedi di Archi, Pietraferrazzana e Bomba “A testimonianza dell’opera e dell’impegno prestati nello svolgimento di attività connesse ad eventi della Protezione Civile” nel periodo post sisma del 06 aprile 2009.
Infissi in ferro battuto per una Rodi da scoprire
Rodi segreta, lontano dalla folla
Nel cuore medievale della città, tra piccole taverne e piazzette caratteristiche. Alla scoperta della Grecia più nascosta, guardando il tramonto da spiagge poco affollate, tra ginepri rossi e asfodeli
Gli habitué ci vanno in primavera o inizio autunno per evitare folla, canicola e impennate del maltempi. In estate è particolarmente apprezzata dagli skipper, soddisfatti del vento che sferza le spiagge e la loro resistenza. Rodi è il crocevia marittimo dell’Egeo orientale, viavai di yacht, di traghetti e aliscafi diretti alle piccole isole vicine.
Il porto di Mandraki è uno dei più trafficati della Grecia, come la sua Paralia, lungomare ideale per una passeggiata al tramonto, quando le luci fanno risaltare le facciate degli architetti italiani. Edifici neogotici come il palazzo del Governatore (oggi prefettura); architetture quasi moresche, come la cupola felliniana dei bagni Elli, o littorie come il Teatro nazionale del 1937. Una città troppo famosa eppure piena di segreti.
Pochi conoscono le avanguardie esposte nel Museo di arte greca moderna e contemporanea. O si spingono nella quiete della moschea di Murad Reis (ammiraglio di Solimano) che chiude il lungomare; ispira pace anche il cimitero islamico, dove fez e turbanti di marmo sormontano tombe di pascià e visir.
La città vecchia è a due passi, uno degli scampoli medievali più intatti d’Europa. Atmosfere indimenticabili, d’altri tempi. Come il Palazzo dei Gran Maestri nella via dei Cavalieri. Se si cerca un tuffo nel passato, qui a fianco si trova l’Avalon Boutique Hotel, ospitato in un edificio d’epoca ristrutturato. Le caratteristiche architettoniche e storiche sono state rispettate, le stesse lussuose suite mantengono l’atmosfera di mistero con le pareti grezze, gli infissi in ferro battuto etc.
continua
Ferro battuto a Nundinae “Meraviglie dell’usato” a Valtolla di Perdifumo
VATOLLA (PERDIFUMO) NUDINAE, MERAVIGLIE DELL´USATO
Riprende il consueto appuntamento ,anche per il 2012, con Nundinae – Meraviglie dell’usato.
La Fondazione Giambattista Vico ed il Comune di Perdifumo, per riqualificare e potenziare l’economia delle aree interne del Cilento valorizzandone le risorse locali, promuovono il Progetto “Nundinae ”Meraviglie dell’usato, da un’idea di Simonetta Cirella, recuperando quegli spazi urbani da sempre utilizzati come luoghi del commercio, fin dalle antiche fiere medievali.
Oggetto della manifestazione è, infatti, la commercializzazione dei prodotti usati di qualsiasi genere, la promozione dell’artigianato locale e dei prodotti tipici del Cilento.
Modernariato, antiquariato, artisti del legno e del rame, cestai, arte povera, collezionisti, maestri del ferro battuto, utensileria antica, vintage, saponeria, oggettistica, cartoline d`epoca, libri e giornali, soprammobili, ceramiche e oggetti ricordo d`epoca, mobili vecchi,bambole, pizzi, merletti, ricami, giocattoli e modellismo: queste sono le meraviglie dell’usato.










