Villa Job col suo cancello in ferro battuto ospita la mostra “Tu Sai Cosa Voglio da Te”

Giulia Iacolutti – Tu Sai Cosa Voglio da Te vol. I

Villa Job, nella splendida tenuta Savorgnan del 1600, sita nella frazione Zugliano di Pozzuolo del Friuli, a pochi chilometri da Udine, è il luogo dove dal 1985 la famiglia Job fa rivivere le emozioni e le storie che legano la Villa con il vino prodotto dai suoi terreni. Si accede alla Villa attraverso un ampio cancello in ferro battuto che immette direttamente nel parco ornato di statue o attraverso un portone in legno che si apre su una corte interna lastricata e sovrastata da magnifici archi in pietra .

Il corpo padronale, impostato su uno schema planimetrico simmetrico di ispirazione veneta e caratterizzato da un disegno di facciata estremamente armonico ed elegante, restaurato, presenta inalterata la sua originale bellezza e maestosità. Villa Job è anche un polo multifunzionale volto a promuovere attività di ricerca e di esposizione nei settori dell’architettura, delle arti visive, del design, dell’artigianato, della produzione industriale, della moda, della comunicazione audiovisiva, della musica e del food and beverage, il tutto per creare intorno al visitatore un coinvolgimento attraverso i 5 sensi.

Ampio Parcheggio è un’organizzazione di promozione culturale che nasce con l’obiettivo di aumentare la curiosità delle persone per le opere contemporane e sperimentare l’esistenza di un mercato alternativo per l’arte, cercando l’attenzione dei collezionisti tradizionali ma anche creandone di nuovi, attraverso la partecipazione diffusa dei cittadini all’esperienza artistica e la creazione di contatti tra gli artisti e il loro potenziale pubblico. Opere possibili, per togliere la patina di irraggiungibilità che il mercato delle aste milionarie e delle gallerie spesso attribuisce agli artisti odierni.

Tu Sai Cosa Voglio da Te è un ciclo di mostre che indaga l’ambiguità intrinseca dei rapporti fra gli esseri umani: suona come una domanda rivolta all’altro ma che rimbalza su noi stessi. È l’affermazione di un desiderio, di una seducente proposta, di un bisogno da appagare che può trasformarsi in una rivendicazione o in un’oscura minaccia. Incomprensioni e false interpretazioni generano distorsioni, spesso irragionevoli, nel nostro agire.

Giulia Iacolutti nasce a Cattolica nel 1985. Laureatasi in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, studia fotografia a Milano e New York, dove si perfeziona in ritratto e fotogiornalismo. Collaborando con artisti di varie discipline, fotografa musicisti di fama internazionale, numerose compagnie di teatro e danza e, in occasione della 54^ Biennale Arte di Venezia, lavora come ritrattista nei Padiglioni Iraq, Bangladesh e Italia. Nel 2010 ha curato il concept fotografico della pubblicità 2012 del brand Yana Handbags di New York. Nel maggio 2011 ha ideato ed esposto il progetto artistico Indian Faces al Tribeca Cinemas e all’Asia Society di New York, in collaborazione con Alberto Moretti. Nel novembre 2011 vince il primo premio del concorso online Miglior foto della 54. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, ed inaugura, con la collettiva “Ti va di guardare?”, la nuova galleria d’arte contemporanea di Udine. Attualmente è iscritta al corso di fotografia di scena presso Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Per Giulia, la fotografia è un gesto quotidiano, fatto di composizione, forma emotiva e forza spaziale in cui l’ispezione psicologica è il momento chiave dell’azione narrativa, il mezzo per spiare l’intimo umano e non avere timore del mondo.

La sua fotografia è stata a ragione definita “evocativa” dalla rivista Tutti Fotografi. Le foto di Love(in)gNYC, contenute in piccoli cubi trasparenti, sono vere e proprie icone d’amore suburbano che delineano il profilo della società newyorkese: coppie di diversa età e nazionalità, immortalate in un tenero scambio di attenzioni lungo il tragitto della metropolitana. Immerse nella propria intimità, ri-creano un ambiente ovattato e distante dalla grande città che brulica poco sopra di loro, riflettendo sui finestrini opachi una complice e genuina gestualità. Nella serie Meravigliami! Giulia relega all’infanzia il privilegio di sapersi stupire ed emozionare davvero: la curiosità di chi può dire “m’innamoravo di tutto”, conservando slanci appassionati in un mondo – quello odierno – quasi svuotato di sentimento. In mostra si potranno ammirare anche le foto delle serie La Baka, Ante dies nuptus, Barbarova Draga e Sleeping Indians.

da EXIBART.COM

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